8 per mille: ecco dove va a finire
Secondo le stime che ne ha fatto l’Aduc, “l’otto per mille è quell’obbligo di donazione che fa a cazzotti col buon senso”. Infatti nella dichiarazione dei redditi, è un’opzione obbligatoria e si può scegliere a chi destinarla: se alla Chiesa o allo Stato. “E’ bene sapere” sostiene l’Aduc “come i beneficiari ne fanno tesoro, ricordandosi che anche se decidiamo di non dare questi soldi a nessuno, ci vengono ugualmente sottratti”.
Ma che fine fa l’8 per mille degli italiani? In maggioranza va alla Chiesa Cattolica e a seguire ad altre 5 confessioni religiose: Valdesi, Ebrei, Luterani, Avventisti e Adi (Assemblee di Dio). “Non sono stati ancora ratificati Buddhisti e Testimoni di Geova (in attesa dal 2000) ai quali, l’anno scorso, si sono aggiunti, sempre senza ratifica per il momento, induisti, ortodossi e apostolici. La restante parte del contributo, viene destinata allo Stato Italiano. Secondo quanto diffonde l’Aduc in un comunicato, queste le percentuali relative all’anno appena trascorso: “nel 2007 hanno deciso a chi dare l’otto per mille solo il 40,86% dei contribuenti. Il 36,69% del totale dei contribuenti lo ha dato alla Chiesa cattolica, il 3,16% allo Stato e vari “zero virgola” alle altre confessioni”. L’intero ammontare della donazione, per il 2007, è stato di 987.628.794,98 euro. Ma se la Chiesa beneficia della donazione per i propri uffici temporali e spirituali, lo Stato cosa è tenuto a fare? “Per legge è tenuto a finanziare progetti straordinari su: fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione beni culturali. Ma questo e’ accaduto integralmente solo negli anni 1992 e 1993 e sempre più frequentemente finanzia progetti che non c’entrano nulla, anche bellici”.
Fonte | Aduc
Ven 06/06/2008 da Valentina Tortelli in Beni Culturali, Dichiarazione Dei Redditi














