Acquisto immobili, il 45,7% delle compravendite è favorito dal web

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Sono sempre di più gli italiani che, per acquistare un immobile, si affidano al web. Di conseguenza, continuano a crescere gli affari delle agenzie immobiliari, “favorite” dalla possibilità di sfruttare attivamente e dinamicamente le vetrine online per attirare potenziali compratori e di gestire le prime fasi di intermediazione nella negoziazione del contratto.

E’ quanto emerge da una recentissima inchiesta condotta da Casa.it, il portale immobiliare leader in Italia nel settore di appartenenza (con oltre 700 mila annunci e 4 milioni di utenti unici al mese), in collaborazione con Ciset -Università Cà Foscari di Venezia, al fine di individuare il reale valore del web nel mercato immobiliare italiano.

Secondo i principali numeri diffusi nell’analisi cui facciamo riferimento, in Italia circa il 45,7% delle compravendite residenziali effettuate dalle agenzie immobiliari sarebbe favorito proprio da internet, per un controvalore del business che ruota intorno a cifre davvero vertiginose: 26 miliardi di euro.

Ma non solo: è infatti ben noto che la rete gioca un ruolo determinante anche nel segmento finanziario, con il mercato dei mutui italiani che è ben caratterizzato dalla presenza di comparatori e di altre piattaforme di simulazione messe a disposizione dai broker e dagli stessi istituti di credito protagonisti.

Secondo quanto ha affermato in merito la Banca d’Italia, nel corso del 2010 sarebbero stati chiusi circa 465 mila mutui per un valore di 57 miliardi di euro, con una fetta delle linee di credito immobiliari spinte dalle piattaforme online, che si aggirerebbe intorno al 10%, e si dimostrerebbe altresì in netta crescita rispetto alle abitudini passate.

In base alle richieste pervenute al portale Casa.it, si può affermare che, rispetto al 2010, si è assistito nel 2011, ad un incremento nella domanda di acquisto di immobili, nonostante ci sia ancora una incongruenza tra l’effettivo transato e la richiesta di acquisto, dovuta principalmente a un mancato allineamento dei prezzi di offerta rispetto alla disponibilità reali di spesa degli italiani. La situazione delle vendite negli altri paesi Europei e Americani, invece, è più movimentata, si iniziano a vedere segnali positivi nel numero di chiusure di compravendite da spiegare con il fatto che il prezzo si e’ adeguato al potere reale di acquisto.

Fonte | Casa.it

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Lun 11/07/2011 da Roberto Rossi

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