Ammortizzatori sociali: per Draghi sistema da rivedere
Nel nostro Paese ci sono la bellezza di 1,2 milioni di persone che, esercitando l’attività con un contratto di lavoro dipendente, non hanno alcuna copertura nel caso in cui dovesse registrarsi un’interruzione del rapporto di lavoro. A farlo presente è stato Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, a seguito di un’elaborazione che la Banca centrale italiana ha effettuato prendendo a riferimento i dati forniti sia dall’Istituto Nazionale di Statistica, sia dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale.
Inoltre, c’è un altro “piccolo” esercito di 450 mila lavoratori con contratto parasubordinato che allo stesso modo non solo non hanno accesso agli ammortizzatori sociali, ma non rientrano neanche nelle misure di sostegno al reddito recentemente approvate dal Governo.
Di conseguenza, come tra l’altro riporta la Confesercenti, per Mario Draghi il sistema degli ammortizzatori in Italia è da rivedere al fine di garantire sia l’equità sociale, sia l’efficienza produttiva e la tutela dei lavoratori. Al riguardo, il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, ha apprezzato l’analisi fornita dalla Banca d’Italia unitamente alle dichiarazioni del Governatore.
Secondo l’esponente del Sindacato, la revisione del sistema degli ammortizzatori sociali nel nostro Paese è una questione da risolvere con urgenza visto che 1,6 milioni di lavoratori esclusi da ogni beneficio di sostegno al reddito sono oggettivamente troppi. I dati di Bankitalia, inoltre, secondo Fulvio Fammoni confermano le stime della CGIL sul fatto che solo una piccola quota parte dei lavoratori con contratto di collaborazione può accedere all’indennità messa a punto dal Governo.
Immagine tratta da: www.romagnaoggi.it




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