Arbitrato giustizia del lavoro, tempi più rapidi
In materia di lavoro nel nostro Paese ci sono la bellezza di 1,2 milioni di cause pendenti; è questa una stima fornita dall’Ufficio Studi della Confartigianato, la quale ha ben accolto l’introduzione dell’arbitrato come soluzione alle controversie in materia di lavoro. Questo perché proprio in merito alle cause legate al lavoro la Confartigianato sottolinea come un procedimento duri in media ben 1.530 giorni, ovverosia oltre quattro anni e due mesi.
Questo tempo, nello specifico, è tale che in media 696 giorni trascorrono per il solo primo grado di giudizio, mentre per arrivare al secondo grado di giudizio ci vogliono in media altri 863 giorni. Secondo il Presidente della Confartigianato, Giorgio Guerrini, il ricorso all’arbitrato in materia di giustizia del lavoro permetterà sia tempi più rapidi per il giudizio, sia l’evitare che si generi una mole di procedimenti per i quali arrivare ad un esito passano anni.
E proprio in merito all’arbitrato, Raffaele Bonanni, Segretario generale della Cisl, ha posto l’accento sul fatto che l’Avviso comune col quale viene introdotto non andrà a toccare l’articolo 18. Il numero uno della Cisl, infatti, ha messo in evidenza come le normative andranno a definire l’arbitrato e non andranno in qualche modo a toccare o a smantellare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, e quindi non toccheranno la questione legata al licenziamento.
La firma sull’Avviso comune non è stata però apposta dalla Cgil, la quale, direttamente dalla voce del Segretario Generale Epifani, boccia l’Avviso comune che secondo il leader del Sindacato è incostituzionale e allenta i diritti dei lavoratori, a partire da quelli più giovani e più deboli. Guglielmo Epifani, infatti, sostiene che il “collegato lavoro” viola l’articolo 24 della Costituzione italiana che recita, tra l’altro, che “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi“.
Immagine tratta da: libpweb.nus.edu.sg




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