Buoni lavoro in tagli da 10, 20 e 50 euro
Negli ultimi due mesi in Italia sono stati venduti circa un milione di buoni lavoro, detti anche “voucher”, e disponibili/acquistabili in tagli da 10, 20 e 50 euro; a farlo presente è l’INPS, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, sottolineando come a distanza di un anno sia stata raggiunta e superata la soglia dei tre milioni di voucher venduti.
I buoni lavoro, lo ricordiamo, servono per regolamentare il lavoro accessorio, quello prestato in maniera occasionale; in questo modo, per ogni buono lavoro di 10 euro, 7,50 euro rappresentano la paga netta del lavoratore, da riscuotere, ed i restanti 2,50 euro includono sia i contributi previdenziali, sia la quota assicurativa ai fini Inail.
Secondo Antonio Mastrapasqua, Presidente dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, il successo dei buoni lavoro è accompagnato da un’emersione del lavoro nero e dalla diffusione in tutta Italia della cultura della previdenza.
Il “voucher“, lo ricordiamo, permette di pagare tanti lavori di tipo occasionale che, come mette in evidenza l’Inps, in passato sono stati identificati come dei “lavoretti” che possono essere regolamentati ai fini di Legge in maniera legale e trasparente; questo, ad esempio, può avvenire per le ripetizioni scolastiche, per il lavoro di baby sitter, il lavoro stagionale agricolo e gli interventi occasionali del giardiniere.
Immagine tratta da: www.info-lavoro.net




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