Carburanti: tassisti sul piede di guerra
Al fine di evitare che il caro-carburante comporti un aumento delle tariffe, le rappresentanze sindacali dei taxi in Italia hanno chiesto a gran voce la riduzione delle tasse sui carburanti, sgravi fiscali e la sostituzione degli studi di settore con un regime di forfettizzazione.
I tassisti, dopo la dura protesta in concomitanza con il varo del decreto Bersani, tornano così sul piede di guerra, ma il Codacons, pur tuttavia, ha invitato il Governo a non cedere ai ricatti delle lobby ed a rivedere la sua posizione, stabilendo riduzioni delle accise o dell’Iva uguali per tutti.
La lista delle richieste delle rappresentanze sindacali (Cisl, Uil, Uritaxi, Casartigiani, Claai, Ugl, Ciisa, Fast Taxitalia, Unci, Cisal, Unica Cgil) è infatti molto ampia: in particolare, i tassisti hanno altresì chiesto l’abbattimento dell’aliquota IVA sulle polizze assicurative e sull’acquisto dell’autovettura, unitamente al riconoscimento del servizio taxi come lavoro usurante.
Ma il quadro, secondo il Codacons, è decisamente più ampio, visto che il caro petrolio sta colpendo tutti i consumatori, non solo camionisti, tassisti, pescatori o agricoltori, e sta mandando sul lastrico tutte le famiglie italiane.




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