Cedolare secca sugli affitti: cos’è, calcolo e quando si paga

La cedolare secca sugli affitti è un sistema di tassazione dei redditi che provengono dalla locazione di immobili. Tutti gli affittuari che ricorrono alla cedolare secca, optano per un regime di tassazione del canone di locazione che va a sostituire l’Irpef, le addizionali regionali e comunali, l’imposta di registro e l’imposta di bollo applicati al contratto d’affitto. Scopriamo maggiori dettagli: cos’è, come si calcola e quando si paga.
Il decreto sul federalismo fiscale municipale approvato nel 2011 ha introdotto, nel modello 730, la cedolare secca, intesa come la nuova tassazione sugli importi derivanti dagli affitti. Tutti i contribuenti che avessero un immobile in affitto, sono infatti tenuti ormai da un anno ad indicare, nel quadro B del modello, la scelta tra la cedolare con aliquota fissa (imposta sostitutiva) o l’imposizione con le aliquote Irpef ordinarie. Proprio per chi avesse optato per la cedolare secca, cerchiamo oggi scoprire qualche dettaglio in più.
Cos’è la cedolare secca
La scelta dell’imposta sostitutiva, ossia la cedolare secca, può essere esercitata dalle persone fisiche che affittano immobili ad uso abitativo e le loro pertinenze, come ad esempio i box auto ed i solai. Non possono scegliere la cedolare secca coloro che affittano immobili ad uso commerciale e quindi per esigenze diverse da quelle abitative. Qualora l’immobile affittato sia di proprietà di più persone, la scelta della cedolare secca può essere esercitata da ognuno dei comproprietari singolarmente.
E’ bene sapere che la cedolare secca sostituisce di fatto:
- l’Irpef e le relative addizionali
- l’imposta di registro
- l’imposta di bollo
- l’imposta di registro sulle risoluzioni e proroghe del contratto di locazione
- l’imposta di bollo, se dovuta, sulle risoluzioni e proroghe del contratto
I proprietari degli immobili che opteranno per la cedolare secca dovranno comunicare a mezzo lettera raccomandata all’inquilino la propria decisione – per il periodo corrispondente alla durata dell’opzione – di rinunciare alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone, inclusa la variazione accertata dall’Istat dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatasi nell’anno precedente.
Il calcolo della cedolare secca
Secondo quanto previsto dalla normativa, qualora si scelga di aderire al nuovo regime di tassazione, sul canone d’affitto sarà applicata un’aliquota del 21%, che scenderà al 19% per i contratti a canone concordato relativi a immobili che si trovano all’interno dei territori dei comuni con carenze di disponibilità ed in quelli ad alta tensione abitativa.
Se in precedenza la cedolare secca ha riscosso notevole successo tra i contribuenti dal reddito medio-alto, la Riforma Fornero ha deliberato, a decorrere dal 1° gennaio 2013, l’aumento della tassazione ordinaria sugli affitti, in quanto è stato ridotto dal 15 al 5% lo sconto forfettario dell’imponibile Irpef sui redditi da locazione. Di conseguenza la cedolare secca sicuramente ha la possibilità di guadagnare maggiore popolarità tra i proprietari di immobili da locare per uso abitativo.
Quando si paga la cedolare secca
Gli affittuari possono applicare la cedolare secca nel modello Unico o nel 730. Una volta optato per tale regime di tassazione, occorre versare un acconto e inviare una raccomandata all’affittuario, comunicandogli di aver scelto la cedolare secca.
Optando per la cedolare secca il proprietario dell’immobile dato in affitto rinuncia ad aggiornare il canone per tutto il periodo del contratto d’affitto; tale rinuncia va specificata anche nella raccomandata inviata all’inquilino. Stando alla normativa prevista per lo scorso anno, il pagamento della cedolare secca va effettuato:
- in un’unica soluzione se l’importo è inferiore a 257,52 euro
- in due rate, se l’importo dovuto è superiore a 257,52 euro di cui
la prima, del 40%,
la seconda, del restante 60%
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Mer 06/02/2013 da Sveva Sigilli
desidererei avere un chiarimento in merito alla cedolare secca, il mio commer****ta mi riferiva che con la cedolare secca non ho il diritto a detrazioni per ristrutturazioni,quindi non conveniente. Gradirei un vostro consiglio in merito (tramite email) GRAZIE
Rispondi Segnala abusoma se io prendo 250.00 euro al mese la cedolare secca mi conviene, o no, e quando e quanto dovrò pagare le tasse e la cedolare
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Giratela come vi pare ma a restare secco sarà sempre il proprietario!
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