Compensazione crediti e debiti, come recuperare i crediti con lo Stato?

La tanto annunciata compensazione dei crediti e dei debiti con lo Stato è divenuta realtà. Ma in cosa consiste questa nuova possibilità predisposta dal governo Monti? E in che modo potrebbe rappresentare una gradita boccata d’ossigeno per privati e imprese che si trovino dinanzi a pagamenti in compensazione? Ecco la risposta a tutte le vostre domande.
Certificazione. La parola “magica” è certificazione. Per poter essere compensato o “speso” a livello bancario attraverso una cessione del credito, lo stesso deve essere “certificato” dall’ente pubblico debitore. In altri termini, il privato o l’impresa che siano titolari di una posizione creditoria nei confronti della pubblica amministrazione, effettueranno a questa la richiesta di “certificazione”. L’ente pubblico dovrà rispondere entro due mesi, affermando se il debito sia o meno esigibile, e se lo sia per intero o parzialmente.
Pagamenti a 365 giorni. Con la certificazione, l’ente pubblico si impegna altresì a ribadire un termine massimo per il proprio pagamento, che non può essere superiore a un anno. Ma cosa succede se l’ente pubblico “sfora”? In questo malaugurato caso, interviene direttamente lo Stato, ponendo così fine alle sofferenze creditizie delle imprese che hanno difficoltà a riscuotere quanto dovuto.
Compensazione. Una volta certificato, il credito può essere portato in compensazione. Ma cosa significa? In termini piuttosto sintetici, significa che il privato o l’impresa può utilizzare il credito nei confronti della pubblica amministrazione per estinguere in tutto o in parte le situazioni debitorie nei confronti dello stesso, o di altri, enti pubblici. Possono essere compensati con i crediti certificati praticamente tutti i debiti: quelli contributivi, quelli assistenziali e quelli previdenziali. Manca, nell’elenco, l’imposta municipale unica. Ad ogni modo, per poter essere compensati, i debiti devono essere “passati” o, in termini più tecnici, iscritti a ruolo entro il 30 aprile 2012.
Cessione del credito. Ma non solo: una volta ottenuta la certificazione, l’impresa o il privato potrebbero ben decidere di ottenere un’anticipazione bancaria sullo stesso credito. Portando la certificazione presso un istituto bancario, infatti, il cliente “cederà” tecnicamente il proprio credito a quest’ultimo, ottenendo in cambio un’anticipatzione del credito stesso. L’anticipazione sarà assistita da una garanzia al 70% di un fondo ad hoc (Fondo centrale di garanzia), fino a 2,5 milioni di euro per singola impresa. La percentuale di anticipazione sale all’80% in caso di intervento di Confidi o Regioni. Azzerate le commissioni per le imprese del Mezzogiorno, quelle femminili, quelle in amministrazione straordinaria, le micro imprese con contratto di rete, le imprese sociali.
Il modello di certificazione. Per il momento non è previsto alcun modulo di certificazione. Ma non disperate: il ministero dell’Economia ha promesso di renderne disponibile uno nei prossimi giorni, con l’auspicio che – come pare – sia semplice da compilare e molto trasparente. Nella compilazione andranno annotati l’importo per somministrazioni, forniture e appalti mai pagati, e andranno allegate fatture ed estremi delle prestazioni. La richiesta di certificazione potrà essere effettuata anche in rete, sul sito online Consip. vi terremo informati sulle novità in materia.
Soluzione una tantum? Secondo quanto affermato dal viceministro Grilli, la soluzione relativa alla compensazione è “una tantum”. Ovvero, non sono previste repliche. Tuttavia, è lecito pensare che se l’esperimento andrà bene, l’iniziativa verrà resa strutturale, magari anche per i tributi non iscritti a ruolo.
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Mer 23/05/2012 da Roberto Rossi














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Una domanda….e per tutti quei crediti che verranno accumulati oltre il 30 aprile 2012? Questi non potranno essere compensati? Ovvero: questi decreti varranno solo per tutti i debiti accumulati dalla P.A. fino ad aprile 2012 , ma non per i futuri?????
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