Coppia: divorziare costa caro. Per Adoc si sfiorano i 23 mila euro
Sposarsi costa caro, ma divorziare potrebbe costare altrettanto. Lo rivela l’Adoc, il sindacato dei consumatori, in una nota. Le spese medie per far finire il matrimonio, possono arrivare fino a 23 mila euro. Secondo le stime dell’Associazione, in Italia, le coppie spostate, “durano”, in media, 10 anni. Dopo tale data, potrebbe arrivare la rottura che, nel 50% dei casi, resta solo separazione senza tramutarsi in divorzio.
Ma veniamo alle spese. Perché “scoppiarsi” costa così caro? Se, nella tempesta coniugale, si raggiunge un accordo, anche flebile, si può chiedere la separazione consensuale. È quella che costa di meno: necessario stanziare “solo” dai 1.300 ai 1.800 euro per l’onorario dell’avvocato. Se è in corso la separazione giudiziale, con i coniugi che si sono levati anche il saluto, la parcella dell’avvocato sale dai 2.700 ai 3.600 euro.
Se si arriva fino al divorzio, a parte gli anni di tribunale, bisogna stanziare un patrimonio. Sono da mettere in conto gli oneri della separazione, sommati all’assistenza alla causa che può arrivare fino a 10.000 euro. Ma le uscite non sono finite qui: queste sono quelle necessarie ad annullare l’atto di matrimonio. Poi, occorre fermarsi a ricostruire la propria vita e arrivano le altre spese.
L’Adoc, nel suo listino, ha stimato che per tornare single, bisogna sostenere una spesa fissa di 5.500 euro circa, più le spese variabili, le più “salate”, costituite dall’assegno di mantenimento al coniuge o a figli (circa 450 euro al mese) e dalle spese per un nuovo alloggio (circa 600 euro al mese). E le spese fisse? Beh, quelle servono per ricomprarsi un po’ di mobilio: la lavatrice, il letto, un servizio di piatti e per pagare l’avvocato. Incluse nel prezzo anche 10 sedute dallo psicologo (circa 900 euro, il costo stimato), perché separarsi è un dramma, e non solo finanziario.




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