Courmayeur, installato il primo rifugio alpino di ultima generazione

Due anni fa il Cai (Club Alpino Italiano) ha commissionato la realizzazione di un bivacco innovativo per sostituire la tradizionale “capanna rifugio” di Courmayeur, realizzata sul ghiacciaio del Fréboudze, ad un’altezza di 2.853 metri nel 1948, in onore del famoso alpinista italiano Giusto Gervasutti. L’opera è stata adesso installata sul Monte Bianco e si configura come un prodotto realizzato all’insegna della sicurezza e dell’autonomia energetica. Quest’ultima caratteristica è ottenuta grazie al ricorso a 24 moduli fotovoltaici flessibili da 100 W, che presentano cellule solari ad alta efficienza e sono stati fissati con il metodo biadesivo.
EDF ENR Solare ha svolto un ruolo molto importante in relazione alla consulenza fornita per la progettazione e la realizzazione dell’impianto fotovoltaico in questione. Il tutto è stato possibile proprio grazie alla competenza e all’esperienza dell’azienda stessa.
Le funzioni dell’impianto fotovoltaico del bivacco Gervasutti
L’energia solare ottenuta verrà usata per alimentare l’impianto di illuminazione, le prese elettriche, la piastra da cucina e i computer del rifugio. Un’opera importante anche a favore del risparmio energetico e di basso impatto ambientale. Senza contare che vi è la possibilità di risparmiare sui costi della bolletta dell’energia elettrica. D’altronde non bisogna dimenticare che l’autosufficienza energetica del bivacco è assicurata visto che l’impianto solare possiede una potenza complessiva di 2,4 kWp.
Le caratteristiche tecniche dell’impianto fotovoltaico del bivacco Gervasutti
L’impianto fotovoltaico del bivacco Gervasutti è composto da moduli costituiti da celle solari immerse in un polimero molto particolare, che permette ai moduli di contraddistinguersi per la loro flessibilità. Quest’ultima rappresenta una caratteristica fondamentale, che intende sfruttare la stessa tecnica a cui si fa ricorso in campo nautico. Proprio in questo senso, i pannelli saranno fissati sul tetto del rifugio per mezzo di una speciale colla. Tra l’altro, non bisogna dimenticare che ogni modulo è indipendente dagli altri, perché possiede un regolatore specifico, in modo da non essere limitato nel suo funzionamento dalle eventuali ombre o neve che potrebbero interessare gli altri moduli. Molto interessanti sono anche le batterie FIAMM, realizzate in sodio e nichel, che si caratterizzano per la loro sicurezza e per il fatto di essere soggette a riciclo.
“Sono molto orgoglioso di aver contribuito alla realizzazione di questo progetto” – ha detto l’amministratore delegato di EDF ENR Solare, Andrea Sasso – Prima di tutto perché per EDF ENR Solare la tecnologia non deve essere il risultato dello sviluppo, ma piuttosto uno strumento per lo sviluppo, e il nuovo bivacco ne è la prova. In secondo luogo perché la nostra partecipazione testimonia l’attenzione che intendiamo dedicare alla Regione Valle d’Aosta. Infine mi fa piacere a livello personale perché la montagna è una delle mie più grandi passioni e ho sempre sognato di collaborare al rifacimento di un bivacco storico come quello Gervasutti“.
Ven 21/10/2011 da Redazione Vostri Soldi
















