Cultura e tempo libero, a Milano leggere va di moda
Dal 2000 al 2008 la spesa mensile dei milanesi per i libri non scolastici è passata da 2,8 euro ad una media di 8,3 euro pro-capite; a rilevarlo è la Camera di Commercio di Milano in accordo con un paper redatto dall’Ufficio Studi dell’Ente Camerale prendendo a riferimento, tra l’altro, i dati del Comune di Milano per quel che riguarda i consumi delle famiglie. Nel periodo dal 2000 al 2008, inoltre, il settore dell’editoria a Milano è cresciuto del 10,8% passando da 2.029 imprese a 2.248 unità, mentre nel complesso le imprese della cultura a Milano e Provincia rappresentano una quota del 10,3% del totale nazionale con il 50% di queste che presentano a livello societario delle strutture più complesse.
Milano e Provincia è seconda per concentrazione di imprese nella cultura solo a Roma, dove c’è una concentrazione dell’11,7%; i settori per i quali dal 2000 al 2008 c’è stato un boom di crescita sono quelli legati alle telecomunicazioni, al design ed alla convegnistica, mentre le più diffuse sono quelle che operano a Milano nella pubblicità, editoria e poi a seguire il settore dello spettacolo e della fotografia.
Per quanto riguarda le spese per cultura e tempo libero dei milanesi, cresce come accennato quella per i libri, ma aumenta anche quella per lo sport e gli articoli sportivi, mentre si spende decisamente di meno per l’acquisto di hi-fi- radio e personal computer.
Secondo quanto dichiarato dal presidente della Camera di commercio di Milano, Carlo Sangalli, puntare sul rafforzamento dei settori imprenditoriali legati alla cultura è diventato sempre più importante visto che trattasi di un comparto che svolge un ruolo decisivo per la competitività del nostro Paese. Per il Presidente Sangalli, infatti, il comparto rientra in quello che può essere definito un “made in Italy allargato” in grado di coniugare gli aspetti legati alla storia, alla qualità del prodotto, alla cultura ed all’ambiente.
Immagine tratta da: www.haisentito.it




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