Decreto sicurezza: giro di vite sui “matrimoni di comodo”
L’approvazione del Decreto sicurezza non ha scatenato solo polemiche in Parlamento al momento dell’approvazione tra i banchi dell’opposizione, ma anche molte Associazioni hanno apertamente parlato dell’introduzione nel nostro Paese delle “leggi razziali”, visto che trattasi di un provvedimento che, nel complesso, mira a garantire la sicurezza pubblica imponendo delle restrizioni, più o meno discutibili, a carico dei cittadini stranieri.
Ebbene, il Viminale in merito ha emesso un comunicato ufficiale, rispedendo al mittente le dichiarazioni di Associazioni, ma anche di intellettuali, che hanno parlato di reintroduzione in Italia delle “leggi razziali”; per il Ministero dell’Interno, infatti, trattasi di falsità, a partire da quella secondo cui il Decreto sicurezza vieterebbe i matrimoni misti.
Il Decreto, fa presente il Viminale, non vieta i matrimoni misti, ma quelli di “comodo”, ovverosia quelli la cui una finalità è quella di regolarizzare la condizione di clandestinità dei cittadini stranieri; il Decreto, inoltre, impone per l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte di un cittadino o cittadina straniera che sposa un italiano/a un periodo di due anni e non più pari a soli sei mesi.
Un’altra falsità su cui è intervenuto il Ministero è quella relativa al fatto che con l’entrata in vigore del Decreto sicurezza le donne straniere irregolari non abbiano più la facoltà di riconoscere i figli; in merito il Viminale precisa che nel Decreto non esiste alcun articolo che imponga tale divieto. La donna straniera irregolare, fino a quando il bambino non avrà compiuto i sei mesi di età, non potrà infatti essere oggetto di un provvedimento di espulsione, visto che in tal caso è il Questore a rilasciare alla donna straniera irregolare il relativo permesso di soggiorno.
Immagine tratta da: www.askmen.com




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