Derivati finanziari: cosa sono e come incidono sull’economia

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I derivati finanziari sono dei contratti, che, originariamente, sono nati sotto forma di contratti assicurativi. Il loro valore trova fondamento su un bene sottostante, che può essere rappresentato da una quantità fisica o da delle azioni. Tutto sta nello scommettere sul loro prezzo futuro o sui comportamenti finanziari che sono collegati a quel bene a cui si fa riferimento. Costituiscono un vero e proprio mezzo di speculazione, che ha un impatto sull’intera economia mondiale.
I derivati si sono diffusi in seguito all’azione di soggetti della finanza internazionale, i quali sono riusciti in questo modo a scaricare le conseguenze della crisi economica sulle imprese e sugli enti pubblici. Tutto ciò si comprende meglio, se facciamo riferimento alla previsione, alla “scommessa” sugli indici di prezzo e sul loro andamento nel tempo.
Facciamo un esempio. Due soggetti stipulano un derivato. Uno si impegna a comprare entro 10 giorni dall’altro una tonnellata di petrolio. Mettiamo caso che, al momento della stipula del contratto, una tonnellata di petrolio costi un valore che corrisponde a 100. Il derivato scommette che entro 10 giorni il prezzo arriverà a 90.
Il problema è che molti di questi contratti vengono utilizzati da attori finanziari che non producono nulla. In questo modo si viene a creare, a causa dell’implicazione di molti capitali, una spinta talmente forte da fare in modo che il mercato adegui i suoi prezzi. E’ il processo che viene chiamato finanziarizzazione.
Si tratta di una specie di “gioco” truccato, anche perché molti dei derivati non vengono nemmeno registrati dalle borse valori. Il mercato, quindi, rischia di non essere regolamentare.
Esistono tanti tipi di derivati, come per esempio Futures, Options, Forwards e Swap. E’ stato calcolato dalla Banca d’Italia che il valore di mercato complessivo (mark-to-market) di tutti i derivati detenuti dalle famiglie, dalle imprese e dagli enti locali ammonti a circa 60 miliardi di euro.
E’ questa la cifra, quindi, che in totale gli operatori finanziari dovrebbero versare alle banche, se decidessero di dismettere le operazioni sui derivati. Ecco perché la questione è molto rilevante, perché avrebbe un impatto decisivo sull’economia. Non si può detenere nei confronti dei derivati un approccio meramente speculativo, perché si corre il pericolo che il tutto si ripercuota sui bilanci.
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Gio 24/01/2013 da Gianluca Rini in Investimenti Finanziari















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Non ci ho capito una mazza! Comunque sia, è tutta l’Italia che va alla …. DERIVA!
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