Eni, per gli analisti il titolo è da tenere d’occhio
Dopo la controllata Snam Rete Gas, oggi è il turno dei conti di Eni, colosso dell’energia e titolo a maggiore capitalizzazione della Borsa italiana. Lo scorso anno il colosso del cane a sei zampe, dal simbolo che lo contraddistingue, ha realizzato un utile netto di 4,367 miliardi di euro a livello consolidato, ovvero considerando il perimetro dell’intero gruppo, comprese le controllate, mentre la capogruppo ha realizzato un utile di 5,061 miliardi. L’utile di gruppo è stato leggermente rivisto al ribasso dai 4,617 miliardi del preconsuntivo, a causa di un accantonamento di 250 milioni di euro destinato al fondo contenziosi legali relativo alla controversia con il consorzio Tskj in Nigeria.
Per gli azionisti il Consiglio di amministrazione di Eni ha deliberato di proporre all’Assemblea la distribuzione di un dividendo pari a un 1,00 euro per azione. In realtà una tranche da 0,50 euro era già stata distribuita nel settembre 2009 come anticipo della cedola del 2010. Quindi il dividendo a saldo sarà di 0,50 euro per azione e gli azionisti potranno riceverlo in pagamento a partire dal 27 maggio 2010, con stacco cedola il 24 maggio 2010.
All’uscita del bilancio il titolo in Borsa è stato immediatamente penalizzato, non tanto per il risultato complessivo, tutto sommato buono, quanto per l’accantonamento imprevisto di 250 milioni relativamente a dispute legali, operazione che al mercato non è piaciuta. Ma probabilmente il calo sarà presto riassorbito. Da inizio anno il titolo è praticamente invariato, con una performance che è inferiore al punto percentuale. Da giugno delle scorso anno il titolo si muove all’interno di un canale orizzontale (rettangolo) compreso tra 16,00 euro e 18,5 euro. Per gli analisti di Rbs il titolo è da mantenere in portafoglio, e il valore corretto ad azione è di 18,90 euro




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