Finanziaria 2007: si stava meglio quando si stava peggio!

Si parla tanto in questi ultimi tempi degli effetti della Finanziaria sui diversi comparti dell’economia del Paese e proprio una delle manovre che riguarda più da vicino i lavoratori, ovvero le sorti del TFR, il trattamento di Fine Rapporto, è al centro della polemica, per via dell’idea di ripianare i bilanci in rosso dell’INPS, con la migrazione del TFR stesso verso quest’ente di previdenza e quest’ultima decisione, è quella che fa inviperire più di tutti i detrattori di questa Finanziaria così voluta dal ministro Padoa Schioppa.Tanto da far esclamare il leghista Maroni, ministro del Welfare nella passata legislatura: “questa Finanziaria un vero e proprio “falso in bilancio”, “la peggiore degli ultimi 30 anni”.
Del resto, l’ex ministro. prova a spiegare la tortuosità di un sistema che si illude di ripristinare i conti dell’INPS e che poi, invece, si tramuterebbe in una mera illusione se non in uno spostamento di 6 miliardi di liquidazioni che vengono prestate all’INPS ma che dovendo tornare in tasca ai lavoratori non sortiscono alcun effetto positivo nei confronti dell’Ente di previdenza. Per il leghista Maroni, meglio prevedere la crescita dei fondi pensioni integrativi con una sorta di silenzio assenso da parte dei lavoratori che, oltretutto, non toglierebbe liquidità alle piccole e medie aziende, le più diffuse in Italia, creando danni economici alle stesse.
E l’occasione è anche quella giusta per dimostrare al Governo, da parte dell’opposizione, di come siano state disattese tutte le promesse enunciate in campagna elettorale. Chi si ricorda più, ad esempio, del cuneo fiscale, enunciato anche in Finanziaria ma con tempi e modalità applicative del tutto diversi da quelle promesse, un dato per tutti; l’iniziale valore che aveva, quando veniva sbandierato a destra e a manca, era di quasi 10 miliardi di euro, ridotti adesso a meno di 3. Ma non è finita qui, l’applicazione del primo taglio del cuneo si avvierà in due riprese, la prima a favore dei lavoratori, la seconda, dopo sei mesi, per le imprese. Ma quale beneficio potranno avere i lavoratori se nel frattempo, anche secondo le Associazioni dei Consumatori, Adusbef in testa, sono cadute sui cittadini ben 11 nuove voci di costi pari a 359 euro e anche sottraendo i 150 euro del cuneo fiscale, i lavoratori si troveranno pur sempre costi aggiuntivi per ben 209 euro.
Quel che è peggio è che queste voci di protesta, come si vede, non partono solo dall’opposizione che lamentandosi non farebbe altro che il proprio mestiere, ma addirittura dalle Associazioni dei Consumatori, spesso favorevoli all’iniziative del Governo quando questo era all’opposizione, così ADUC, che “vede” un “aumento delle tasse evidente per tutti”, da un lato i vantaggi fiscali pari a “mezzo caffè” dall’altro la spremitura delle piccole imprese che dal taglio del cuneo fiscale speravano di ottenere vantaggi e che con la sola migrazione del TFR verso l’INPS si vedono anche depauperati, nel proprio bilancio aziendale, del 65% del TFR stesso così che, da un lato diminuiamo il costo del lavoro, dall’altro perdiamo il TFR, denunciano gli imprenditori.
Una situazione che preoccupa molto anche Confindustria alla quale le parole del ministro del lavoro Damiano non confortano, in quanto, lo stesso sostiene che nel 2008, una volta giunti a regime col cuneo alle aziende a queste dovrebbero giungere 6 miliardi di risparmio, da un lato, ma dall’altro, le stesse saranno costrette a ricorrere al sistema bancario con costi superiori al 3%, ovvero il valore stesso dell’attuale costo per il TFR. Ma il rischio è, che, in aggiunta ai maggiori costi, le aziende possano ritrovarsi con insufficienti garanzie da offrire alle banche le quali negheranno alle stesse il credito se non a particolari e più costose condizioni.
Sab 04/11/2006 da Giuliano
















