Gestione rifiuti, Greenpeace protesta contro le azioni italiane

In tempi molto delicati per quanto concerne la gestione dei rifiuti, Greenpeace ha ritenuto opportuno dire la propria sulle modalità di ritiro, conservazione e lavorazione dei c.d. Raee, cioè dei rifiuti da apparecchiature elettroniche, interessando in tal proposito la Commissione Europea. Secondo l’associazione ambientalista, le autorità italiane sarebbero molto indietro e incerte sul da farsi, con conseguente immobilismo nei confronti di quanto richiesto in ambito comunitario.
In particolare, Greenpeace denuncia la mancanza di risposte da parte delle Autorità italiane, ad una propria precedente protesta del 2010, e soprattutto sulla base di un video dello scorso anno in cui dimostrava il frequente mancato rispetto della legge da parte dei rivenditori di prodotti elettronici.
Secondo quanto affermato da Vittoria Polidori, responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace, la Commissione è obbligata a rispondere entro un mese alle richieste avanzate attraverso l’eurodeputata Sonia Alfano.
Proprio i dubbi sollevati dall’eurodeputata in una precedente interrogazione, avevano spinto la Commissione a chiedere chiarimenti all’Italia sui risultati della ricerca Greenpeace del 2009, sui centri di raccolta dei rifiuti.
Mar 28/06/2011 da Roberto Rossi in Smaltimento Rifiuti
















