Google: Antitrust amplia istruttoria su AdSense
Il colosso Google, noto per l’omonimo motore di ricerca, e per essere il leader incontrastato al mondo nel settore della raccolta pubblicitaria online, è nuovamente finito nel mirino dell’Antitrust. L’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, infatti, ha reso noto d’aver ampliato un’istruttoria aperta nei mesi scorsi precisando che ora ad essere sotto indagine, per possibile abuso di posizione dominante, sono anche le condizioni contrattuali che il colosso americano impone nel nostro Paese ai siti Web nell’ambito della raccolta pubblicitaria online.
Nel dettaglio, l’AGCM ritiene che il corrispettivo riconosciuto attraverso gli spazi pubblicitari venduti è frutto di calcoli che non vengono spiegati alla controparte, e quindi il corrispettivo viene riconosciuto da Google, sostanzialmente, a sua totale discrezione. Nel mirino dell’Antitrust, quindi, c’è il servizio AdSense che secondo l’Autorità non permette agli editori dei siti Web di conoscere in maniera chiara e trasparente i meccanismi che generano gli introiti che spettano.
Secondo l’AGCM questo comporta, a carico dei siti Web che aderiscono al programma AdSense, anche l’impossibilità a poter valutare ed apprezzare l’eventuale offerta di programmi di natura pubblicitaria dello stesso tipo offerti da società concorrenti a Google.
In merito all’estensione dell’istruttoria, l’Antitrust ha così esteso la stessa anche a carico di Google Ireland Limited, che è la società con la quale i proprietari dei siti Internet stipulano il contratto standard relativo a AdSense. In sede ispettiva, gli uffici dell’Autorità hanno acquisito il contratto standard di AdSense per la vendita di spazi pubblicitari, rilevando che i corrispettivi da parte di Google vengono determinati a sua assoluta discrezione. Inoltre, sempre a completa ed esclusiva discrezione di Google, la società a livello contrattuale può mettere a punto modiche sulla struttura che determina sia i pagamenti, sia la struttura per determinare i prezzi riconosciuti agli editori dei siti Web.
Immagine tratta da: www.commercialreality.co.uk




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Commenti (1)
Si da contro a Google per la pubblicità. Si da contro alla Microsoft per Explorer. Se uno è bravo nel fare il suo lavoro perchè deve essere sottoposto all’antitrust. E SKY allora? Ha un monopolio senza concorrenza.