Hi tech: guida Greenpeace ai prodotti elettronici ecocompatibili

Greenpeace ha messo a punto l’ultima edizione dell’Ecoguida dove raccoglie i prodotti elettronici ecocompatibili, ovvero quelli a vocazione “green”. Marche produttrici in linea con le direttive e quelle, invece, ancora lontane dalla produzione di tecnologia che sia amica dell’ambiente.
Ma cosa deve avere un prodotto hi tech per essere ecocompatibile? Nei prodotti di elettronica ci sono delle sostanze dannose che devono essere eliminate da parte delle aziende, in linea con le richieste della Campagna Inquinamento. Queste sostanze sono: la plastica in PVC, gli ftalati, il berillio (incluso leghe e composti), l’antimonio (incluso composti a base di antimonio) e tutti i ritardanti di fiamma bromurati.
Si tratta di sostanze tossiche che comportano anche un diverso ciclo di smaltimento una volta diventati rifiuti. Già abbiamo parlato delle novità in materia di gestione dei rifiuti, introdotte recentemente da una normativa europea. Ma qui si tratta di prestare ancora più attenzione per non inquinare irreparabilmente con prodotti “non ecocompatibili”.
Per sapere su quali marche amiche dell’ambiente sarebbe meglio orientarsi, ecco l’Ecoguida – ultima edizione – messa a punto da Greenpeace. Anche e soprattutto in vista di rinnovamenti tecnologici in casa, magari dovuti all’acquisto di un nuovo televisore con decoder digitale di ultima generazione.
COME SI LEGGE L’ECOGUIDA – Greenpeace ha attribuito ad ogni marca (sulla base delle informazioni ricevute) un punteggio per valutare sia l’impiego di materiale inquinante sia la corretta gestione del ciclo dei rifiuti pericolosi. Dall’ottava edizione c’è anche un terzo punteggio, quello relativo all’attenzione dimostrata verso l’ambiente. Sono più virtuose quelle aziende hi tech che danno sostegno alla riduzione globale obbligatoria delle emissioni di gas a effetto serra (GHG).
Lun 27/12/2010 da valentina tortelli in Ambiente, Smaltimento Rifiuti
















