Il lavoro in Italia, diritti dei lavoratori

Si parla tanto di precariato, flessibilità, contratti a tempo determinato, a progetto e via di seguito, quando si discute del mondo del lavoro in Italia; ma cosa succede nel resto d’Europa.
Prima di addentraci in ciò che avviene in Svezia, Francia, Germania, Olanda, Inghilterra e Spagna, in questa sorta di viaggio virtuale nel mondo del lavoro, vediamo cosa accade nel nostro Paese.
Mentre l’Italia “viaggia”, secondo Eurostat, con un tasso di disoccupazione del 7,7% , sappiamo che nel nostro Paese, quando il lavoratore ritiene illegittimo il licenziamento può pretendere dal proprio datore di lavoro, non solo di essere reintegrato, ma di vedersi riconosciuto anche un risarcimento del danno subito o, in opzione, un’indennità che è pari a quindici mensilità di stipendio.
Attenzione! Per aver diritto a ciò, è indispensabile che l’azienda dove il lavoratore presta servizio abbia più di 15 dipendenti. Per lo più il risarcimento in denaro evita il reintegro.
Cosa si offre ai disoccupati
Il sistema è abbastanza articolato, prevedendo un’indennità ordinaria di disoccupazione pari al 40% della retribuzione degli ultimi 3 mesi con un massimo di 819,62 euro lordi mensili, oppure la Cassa Integrazione straordinaria o ordinaria che prevede una retribuzione pari all’80% con uno stipendio massimo di 985,10 euro lordi al mese.
Un ultimo sostegno prevede l’esistenza della Mobilità che è pari alla Cassa Integrazione per il primo anno e all’80% della stessa per i mesi a venire, con un limite massimo di 930,53 euro mensili, lordi.
Quando si va in Cassa integrazione
Il lavoratore entra in Cassa Integrazione quando l’azienda ove lavora sospende o riduce, drasticamente, la propria attività a causa di eventi straordinari della cui natura non ha responsabilità il lavoratore o per situazioni inerenti al mercato in generale.
Esiste anche una Cassa Integrazione straordinaria e riguarda quelle aziende con più di 15 dipendenti che si ristrutturano o si riorganizzano o, ancora, attraversano una crisi nel proprio settore. Infine si va in Mobilità, quando s’è esaurita la Cassa integrazione straordinaria, o vi è stato licenziamento per riduzione di personale o, ancora, quando l’azienda muta o trasforma la propria attività o, infine, nel caso in cui cessa del tutto di esistere.
Quali sono i limiti al sostegno della disoccupazione
L’indennità di disoccupazione viene erogata per 6 mesi, ma quando il dipendente ha più di 50 anni può essere prorogata fino a 9 mesi. Per effetto di apposita Legge l’indennità di pagamento dal 1 aprile 2005 al 31/12/2006 è aumentata a 7 mesi per i lavoratori che abbiano meno di 50 anni d’età e 10 mesi per quelli con più di 50 anni.
Cassa Integrazione Ordinaria
Può durare massimo 90 giorni con eventuali proroghe fino ad 1 anno o 2 in certe aree del Paese.
Cassa Integrazione straordinaria
Nel caso di crisi aziendali può durare massimo 12 mesi, in caso di riorganizzazione aziendale anche 2 anni, così come nel caso di ristrutturazione e/ o riconversione dell’azienda.
Infine, per quanto concerne l’indennità di mobilità, vi sono diverse situazioni dipendenti dall’età del lavoratore e dall’ubicazione dell’azienda all’interno della quale egli opera.
Si va da un minimo di 1 anno, per un lavoratore con meno di 39 anni d’età e che opera al centro nord del Paese, fino a 4 anni per chi ha più di 50 anni d’età ed è impiegato al Centro Sud Italia.
E, nel resto d’Europa, come vanno le cose? Sarà questo l’oggetto delle nostre prossime trattazioni.
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Sab 11/11/2006 da Giuliano
















