Immigrati: Cia; no allo sfruttamento, ridurre tasse
I voucher, introdotti nel nostro Paese per regolarizzare e regolamentare il lavoro occasionale accessorio, a partire da quello agricolo, sono utili ai fini dell’emersione del lavoro nero. Ma in agricoltura il lavoro non è solo occasionale, ma anche stagionale, a tempo determinato ed a tempo indeterminato. Questa è, in sintesi, la posizione di Giuseppe Politi, Presidente della CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, il quale nel corso di una tavola rotonda ha ribadito tra l’altro come non ci siano giustificazioni nei confronti di chi sfrutta gli immigrati e di chi comunque sfrutta i soggetti deboli.
Secondo Giuseppe Politi, intervenuto a “Il lavoro al centro dell’agricoltura europea“, una tavola rotonda organizzata in concomitanza con il quarto congresso della Uila, serve in agricoltura l’adozione di nuove misure che garantiscano minore pressione fiscale e contributiva unitamente ad un rafforzamento dei rapporti della filiera agro-alimentare ed una riforma in sede Ue della politica agricola per i prossimi anni.
E riguardo agli immigrati, il Presidente Politi è tornato a ribadire la necessità di adottare un percorso di verifica sulla Legge sull’immigrazione, la cosiddetta “Bossi-Fini“, in quanto dalla Confederazione viene considerata poco soddisfacente dal punto di vista dell’integrazione e dell’inserimento al lavoro dei cittadini immigrati che sono essenziali per l’agricoltura italiana e per le imprese agricole che, tra l’altro, a causa della crisi e del crollo dei prezzi all’origine sono sempre più in difficoltà e, quindi, occorrerebbero interventi concreti e di natura straordinaria.
Immagine tratta da: gasforumblogita.wordpress.com




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