Investimenti antiquariato dopo Borsa, oro e immobili
Nonostante l’Italia abbia un patrimonio culturale ed artistico invidiabile, il nostro Paese esporta appena l’1% del valore mondiale totale; a rilevarlo è stata Nomisma che, in particolare, ha elaborato un primo rapporto sul settore dell’antiquariato nel nostro Paese, caratterizzato quindi da una grande appetibilità ma da un livello delle esportazioni che, anche a causa delle attuali Leggi in vigore, limitano palesemente l’interscambio. E questo nonostante dopo la Borsa, il “mattone” e l’oro, l’antiquariato rappresenti per gli italiani il quarto bene di investimento su cui puntare.
Eppure, in accordo con quanto riporta la Confcommercio, una rilevazione effettuata dall’Associazione degli antiquari di Milano mette in evidenza come l’investimento in arte sia conveniente; mediamente, infatti, si ottengono rivalutazioni dell’ordine del 5% annuo, ovverosia oltre cinque volte l’attuale rendimento offerto dai Buoni Ordinari del Tesoro a dodici mesi.
Ma quali sono i beni artistici sui quali puntare? Ebbene, l’Associazione degli antiquari del capoluogo lombardo vede buone prospettive di rivalutazione per le opere dei pittori minori dell’800-900, per l’arte moderna, a patto che sia firmata dai grandi designer, ma anche per l’arte orientale, a partire da quella russa e cinese; bene anche le nature morte ed i mobili del ‘500 italiano, mentre appare in declino l’appetibilità per i paesaggi religiosi degli anni del ‘600 e del ‘700.
Immagine tratta da: www.youtube.com




Loading ...