Legge di stabilità, cosa prevede il maxi emendamento

Il ddl stabilità, che passerà alla storia come l’ultimo atto del Governo Berlusconi, contiene una serie di importanti novità che modificheranno la nostra vita quotidiana. Nell’attesa di capire se le variazioni saranno peggiorative (come temono i più) o migliorative, cerchiamo di vedere sinteticamente quali sono le maggiori innovazioni, e quali effetti potrebbero avere sull’economia nazionale, e sui portafogli dei singoli cittadini.
Ecco i principali interventi:
- Pensioni: si andrà in pensione a 67 anni entro il 2026, e a 70 entro il 2050. L’innalzamento sarà graduale, e riguarderà in maniera diversa i lavoratori dipendenti e quelli autonomi, gli uomini e le donne. Una norma particolarmente attesa, che va ad applicare quanto già previsto con le riforme del 2010 e del 2011.
- Mobilità degli statali: gli statali in sovrannumero potranno essere posti in una situazione di “disponibilità”. In altri termini, le pubbliche amministrazioni che riscontrano al loro interno situazioni di sovrannumero, dovranno osservare le procedure già in vigore in tema di mobilità e di collocamento “disponibile” dei propri dipendenti, comunicando il provvedimento al Dipartimento per la Funzione pubblica. Le stesse pubbliche amministrazioni che non provvederanno alla revisione annuale, non protranno procedere a nuove assunzioni. I lavoratori interessati da questa manovra di mobilità percepiranno una retribuzione pari all’80% dello stipendio per due anni o, in alternativa, vedersi risolto il contratto se i dipendenti hanno superato l’anzianità massima contributiva di 40 anni.
- Scuola e università: passa da 500 a 600 il numero di alunni minimo per poter assegnare agli istituti dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato. I professori universitari vedranno ridursi il periodo per il congedo. Aumentato di 150 milioni di euro per il 2012 il Fondo di intervento integrativo per i prestiti d’onore le borse di studio. Ulteriore finanziamento per 200 milioni di euro per le scuole paritarie, e di 20 milioni di euro per il sostegno alle università non statali.
- Dismissioni: possibili dismissioni di immobili pubblici con conferimento o trasferimento degli stessi a uno o più fondi comuni di investimento immobiliare, o una o più società. Possibile altresì la dismissione dei terreni agricoli, affidata all’Agenzia del Demanio. L’incasso ottenuto attraverso tali attività, andrà direttamente a riduzione del debito pubblico.
- Prestito nuovi nati: il prestito bebè è stato prorogato fino al 2014, come era d’altronde richiesto da diverse parti sociali interessate a questo provvedimento agevolativo per i genitori di nuovi nati.
- Editoria: i tagli precedentemente previsti sono stati ridotti di 20 milioni di euro nel 2012, 16 milioni di euro nel 2013, 13 milioni di euro nel 2014, contro i precedenti 70 milioni, 58 milioni e 46 milioni. Il settore godrà pertanto di stanziamenti minori, ma in misura meno significativa rispetto a quanto era stato stimato.
- Benzina: aumento delle accise a partire dal 2012. La benzina diventerà così più cara, per lo meno nella sua parte relativa agli incassi statali.
Nei prossimi giorni torneremo sull’argomento, con approfondimenti sulle varie iniziative contenute nel decreto.
Lun 14/11/2011 da Roberto Rossi in Pensioni Minime
















