Lettere di licenziamento: come far valere i propri diritti

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La lettera di licenziamento, assieme a quella di dimissioni, rappresenta nel rapporto tra lavoratore ed azienda un momento di rottura del sodalizio che va gestito secondo opportuni canoni.

Tipicamente, un lavoratore dipendente riceve una lettera di licenziamento in presenza di una giusta causa ostentata dal datore di lavoro; la risoluzione, infatti, può avvenire ad esempio per comportamento doloso o non conforme del dipendente o perché l’azienda è chiamata a varare un piano collettivo di riduzione del personale per garantire la continuità del business; in ogni caso deve avvenire per giustificato motivo e/o per giusta causa.

Di norma il datore di lavoro invia la lettera di licenziamento per raccomandata, e la stessa risulta valida, secondo le recenti sentenze in merito, anche quando il dipendente si rifiuta di riceverla.

In genere, in un rapporto di lavoro alle dipendenze, il lavoratore licenziato ha diritto alla liquidazione in rapporto all’anzianità di servizio che è stata prestata, nonché ad un’indennità per i permessi e le ferie non godute.

Il lavoratore licenziato, inoltre, deve assolvere al compito di comunicare all’Inail la cessazione del rapporto di lavoro prima che lo stesso abbia termine, mentre il datore di lavoro è obbligato a consegnare il modello CUD, il libretto di lavoro, e su richiesta anche una certificazione che attesti il diritto ad usufruire dell’indennità di disoccupazione.

Lun 18/09/2006 da Filadelfo

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