Made in Italy e rilancio economia vanno a braccetto

Mercoledì, 17 Marzo 2010.

made in ItalyCome si può aiutare e rilanciare l’economia italiana dopo tanti mesi di crisi? Ebbene, per oltre otto italiani su dieci, l’84% per l’esattezza, il rilancio della nostra economia passa attraverso l’acquisto di prodotti che sono stati realizzati interamente in Italia. Questo è quanto, in particolare, è emerso da un’ultimissima indagine della Coldiretti/Swg che conferma nel complesso come i cittadini italiani nutrano più fiducia nei prodotti italiani piuttosto che in quelli stranieri.


E proprio l’agro-alimentare made in Italy è uno dei settori in corrispondenza dei quali gli italiani nutrono maggiore fiducia rispetto, ad esempio, a settori come quelli dell’hi-tech dove il nostro Paese perde il confronto con Paesi come il Giappone.
 
Ma il made in Italy sono è solo sinonimo di sicurezza, freschezza, qualità e genuinità quando si parla di prodotti agro-alimentari; metà degli italiani, infatti, ritiene, in virtù della superiorità del made in Italy rispetto agli altri Paesi, che il prodotto agro-alimentare italiano debbe valere almeno il 30% in più. Questo valore aggiunto, in particolare, viene attribuito dal 47% degli italiani in virtù del rispetto delle leggi, della freschezza e della bontà dei prodotti, nonché per effetto della garanzia di maggiori controlli sulla filiera.
 
Questo significa che gli italiani sono attenti all’origine del prodotto ed alla provenienza delle materie prime con cui è stato realizzato; non a caso, la quasi totalità, il 98% per l’esattezza, ritiene importante che su ogni prodotto agro-alimentare sia indicata nell’etichetta l’indicazione d’origine delle materie prime o del luogo di allevamento.
 
Negli ultimi anni la Coldiretti ha portato avanti delle vere e proprie battaglie per rendere i cibi non più anonimi: le conquiste in tal senso spaziano dall’etichetta sull’orto-frutta fresca a quella sul latte fresco e passando per il miele, il pollo, la passata di pomodoro e, in ultimo, l’olio extravergine di oliva. Ma in ogni caso ci sono ancora tanti alimenti “anonimi”: dalla pasta al latte a lunga conservazione e passando per la carne di coniglio ed i formaggi non Dop.
 
Immagine tratta da: www.umbriaclick.it

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