Migliori facoltà per trovare lavoro: in cosa conviene laurearsi?

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Che la laurea non sia un semplice “pezzo di carta” – come invece sostiene qualcuno – è ben noto. Tuttavia è altrettanto vero come non tutte le lauree hanno lo stesso “peso” in ottica di ricerca di un posto di lavoro, con alcune facoltà in grado di conferire l’attesa e ricercata marcia in più al candidato coinvolto nei processi di selezione del personale. Ecco quale è la situazione dei laureati italiani.

Un primo dato può confermare, innanzitutto, le difficoltà cui stanno andando incontro i laureati italiani. Nel 2007 la percentuale di laureati italiani “occupati” a distanza di quattro anni dal conseguimento del titolo di studio era pari al 73,2 per cento: una proporzione che nel 2011 era già scesa al 71,5 per cento, e che purtroppo è prevista in ulteriore declino nel corso dei prossimi anni.

Un secondo dato interessante è inoltre relativo alla tempistica di ingresso sul mercato del lavoro. Non sempre – in altri termini – chi si trattiene di più sui banchi dell’Università riesce a conquistare l’agognato posto di lavoro prima dei laureati biennali. Stando ai dati Istat, infatti, dopo un anno dal conseguimento di una laurea specialistica solamente il 58,2 per cento dei laureati riusciva a trovare lavoro, contro il 68 per cento di tre anni prima. A proposito dei laureati del 2007, oggi giorno, di tale platea, ben l’82 per cento può vantare un’occupazione più o meno stabile.

Ad ogni modo, a rafforzamento di quanto abbiamo sopra anticipato, non sempre possedere una laurea magistrale sembra premiare gli studenti. Tra le lauree triennali, quelle che per esempio possono vantare invidiabili tassi occupazionali sono quelle relative alle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche. Sembra invece fortemente consigliabile la prosecuzione con la laurea specialistica biennale il percorso intrapreso dagli ingegneri (meccanici, gestionali, edili e elettronici) o ancora dagli architetti e dagli economisti.

Ad esser attualmente penalizzati dall’attuale scenario occupazionale sono infine i laureati in scienze biologiche, scienzew della terra, lettere e filosofia, che hanno tassi di disoccupazione notevolmente più elevati della media.

Di qui, la complessa necessità di ponderare il desiderio di perseguire un percorso di studi che possa soddisfare le caratteristiche personali e le proprie passioni, e la contemporanea necessità di dover approcciare a un percorso formativo che possa essere “spendibile” in un’ottica professionale.

Voi che studi avete fatto? E dopo quanto tempo avete trovato un’occupazione?

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Lun 30/07/2012 da Roberto Rossi

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