Moda: rilancio made in Italy in nove punti
Negli ultimi due anni la crisi finanziaria ed economica ha avuto un impatto fortemente negativo per il sistema moda italiano, penalizzato sia dal calo sensibile delle esportazioni, sia da fenomeni interni di concorrenza sleale. Settori quali il tessile, la pelletteria, la concia, le calzature e l’abbigliamento rimangono comunque per il nostro Paese e agli occhi del mondo dei settori strategici che generano sul totale nazionale delle quote di fatturato rilevanti, ragion per cui occorre definire un piano di rilancio dell’Italian Style.
Ebbene, in accordo con quanto riporta Unioncamere, la ricetta per il rilancio dello stile italiano, nell’ambito del progetto “M² – Meridiano Moda”, passa per nove punti, a partire dalla promozione dell’innovazione e dal miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza della filiera al fine di migliorarne la stabilità e la competitività.
Servono inoltre soluzioni e strumenti per rendere più facile l’accesso al credito ed incentivi per fare in modo che le imprese del settore traggano dei vantaggi accrescendo, anche tramite aggregazioni, la loro dimensione. Attraverso l’istituzione di fondi specifici, e con il supporto del sistema bancario, inoltre, serve che le imprese dell’Italian Style abbiano una adeguata patrimonializzazione ed una adeguata struttura finanziaria.
In ultimo, ma cosa di certo non meno importante, dal progetto “M² – Meridiano Moda” emerge la necessità di promuovere l’etichettatura e la tracciabilità anche introducendo dei meccanismi di certificazione volontaria, rafforzando le azioni e destinando più risorse alle campagne di controlli.
Immagine tratta da: www.italos.it




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