Mutui: usare il TFR per comprarsi casa
Un ottimo modo di impiegare la liquidazione? Usarla per accendere un mutuo e comprarsi casa. Senza aspettare la pensione. Infatti è possibile chiedere l’anticipo sul proprio TFR, una specie di miniera d’oro in questi tempi bui di inflazione e carovita.
Bruno Benelli, esperto di previdenza, intervistato dal TG5 spiega come chiedere l’anticipo e come il trattamento di fine rapporto possa servire prima di andare in pensione. Spese sanitarie impreviste? Ci pensa la liquidazione. La domanda va inoltrata se si deve fra fronte a terapie o interventi straordinari per sé stessi o per il proprio nucleo familiare. Possono fare domanda anche i dipendenti con pochi contributi versati: non c’è alcun limite di anzianità. Presentando le spese, poi, verrà rimborsato, con il TFR anticipato, fino al 75% delle uscite sostenute.
Ma di questi tempi, quale miglior impiego della liquidazione, se non accendere un mutuo? Infatti, ogni dipendente con più di 8 anni di contributi versati, può chiedere al datore di lavoro l’anticipo della liquidazione per attivare un prestito in banca. Per comprare o ristrutturare casa propria o quella dei figli. Anche in questo caso, il limite massimo erogabile, equivale al 75% del capitale già versato al momento della richiesta.
Infine, liquidazione come miniera d’oro per tutte le altre spese: in tal caso, il massimo erogato è del 30% sulle somme già versate. Attenzione però alle tasse, spiega ancora Benelli. Sugli anticipi del TFR se ne pagano, eccome. Ecco quante, a seconda della finalità dell’anticipo.
Se il capitale serve a rimborsare le spese sanitarie, le imposte sono del 15% sul totale, ma scendono fino al 9% a seconda degli anni di contributi già versati. Per le altre finalità, invece, le imposte sono al 23%. Senza sconti o anzianità.
Fonte | TG5
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Mar 09/09/2008 da Valentina Tortelli in Tfr
CHIEDO INFORMAZIONI RELATIVE ALLA ROTTAMAZIONE DELLA LICENZA IN QUANTO
A
GIUGNO 2011 COMPIVO 60 ANNI DI ETA` E TENTAVO DI PRESENTARE DOMANDA
DI
PENSIONAMENTO MA VENIVO INFORMATA CHE A MAGGIO 2011 ERA STATA APERTA
UNA
FINESTRA E CHE LA MIA PENSIONE SAREBBE SLITTATA TRA 18 MESI.
FINALMENTE
DOPO VARI TENTATIVI¸ ATTRAVERSO UN CAF DI MESSINA¸
PRESENTAVO A LUGLIO 2011
DOMANDA DI ROTTAMAZIONE LICENZA¸ PER CHIUSURA
ATTIVITA` AVVENUTA AD OTTOBRE
2007 CON CONSEGNA LICENZA AL COMUNE DI
MESSINA E CANCELLAZIONE DA ALBI E
CCIAA. QUEST`ULTIMA MI VENIVA
BOCCIATA IN QUANTO RISULTO IN ETA`
PENSIONABILE. A QUESTO PUNTO LE
CHIEDO IL SOSTEGNO DI ROTTAMAZIONE LICENZA
A CHI VA DATO? COME DEVO
FARE PER AVERLO VISTO CHE NON POSSO ANDARE ANCORA
IN PENSIONE? CHIEDO
INOLTRE CHE QUALCUNO PRENDA A CUORE QUESTA MIA
RICHIESTA PERCHE`
ESSENDO VEDOVA DA 12 ANNI E NON AVENDO REDDITO NON POSSO
PERMETTERMI UN
LEGALE. CERTI DI UNA VOSTRA RISPOSTA. VI RINGRAZIO. DISTINTI
SALUTI.















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sti cazziiiiiiiiii 23%!!
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