Occhiali 3D: il Codacons passa all’azione
Dopo il parere del Consiglio Superiore di Sanità in merito all’utilizzo degli occhialini 3D per la visione al cinema dei film, è scattata puntuale l’offensiva del Codacons a tutela della salute dei cittadini/spettatori italiani. Innanzitutto, il parere del Consiglio Superiore di Sanità è tale che in nessun caso i bambini di età sotto i 6 anni possano utilizzare i supporti 3D per la visione nelle sale delle opere cinematografiche. Inoltre, l’Associazione ritiene che i gestori dei cinema, per le proiezioni dei film in 3D, debbano interrompere le proiezioni per dieci minuti ogni volta che è trascorsa un’ora di film.
Contestualmente, il Codacons ha chiesto ai Nas di effettuare controlli a tappeto in tutte le sale cinematografiche italiane anche con l’obiettivo di sequestrare, se presenti, eventuali supporti 3D per la visione dei film che non siano monouso. Inoltre, l’Associazione diffida il Ministero della Salute ad inserire gli occhialini 3D tra i presidi sanitari, in modo tale che, tra l’altro, non possano essere usati al cinema supporti visivi 3D che non abbiano il marchio di conformità e di sicurezza CE.
Carlo Rienzi, Presidente Codacons, non è però soddisfatto del fatto che, a fronte del divieto ai minori di 6 anni, non sia stata invece applicata alcuna restrizione per gli adulti, ragion per cui l’Associazione sta valutando, in merito, la possibilità di presentare a breve un ricorso dinanzi al Tar del Lazio.
E mentre sul sito del Presidente, www.carlorienzi.it, è stata aperta una sezione per denunciare eventuali “effetti collaterali” riguardanti la visione di un film in 3D al cinema, il Codacons raccomanda agli spettatori di conservare i biglietti di quei cinema dove non viene rispettato il parere Consiglio Superiore di Sanità. Questi biglietti, infatti, torneranno utili nel momento in cui il Codacons avvierà una class action che è attualmente in fase di studio.
Immagine tratta da: flickr.com




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