Occupazione stagionale nei vigneti con i buoni lavoro
Nel nostro Paese, ed in particolar modo al Nord, dove molte imprese hanno accusato le difficoltà legate alla crisi, molti lavoratori in cassa integrazione o disoccupati, unitamente a quelli stranieri, stanno puntando sul lavoro stagionale in agricoltura, a partire dalla vendemmia e passando per la raccolta di frutta e verdura nei campi.
A rilevarlo è la Coldiretti nel commentare gli ultimissimi dati sulla disoccupazione e sull’andamento della cassa integrazione nel nostro Paese; sono migliaia, infatti, le imprese agricole che di questi tempi necessitano di manodopera stagionale per la raccolta dei prodotti della terra, ragion per cui trattasi di una buona opportunità per chi vuole integrare il proprio reddito anche in scia alla recente introduzione dei cosiddetti “buoni lavoro” che permettono di lavorare nel pieno della legalità.
Lo scorso anno i buoni lavoro, detti anche voucher, sono stati positivamente sperimentati per la vendemmia, e adesso sono stati estesi prima ai pensionati e agli studenti, e poi anche alle casalinghe; in questo modo le fasce più bisognose e spesso più deboli della popolazione possono integrare il proprio reddito con il lavoro stagionale.
Lo studente, ad esempio, durante il periodo estivo può lavorare, guadagnare ed arricchire il proprio bagaglio di esperienze lavorative, mentre il pensionato può integrare la propria pensione che spesso, tra l’altro, è troppo bassa per poter andare avanti. Di conseguenza, il settore agricolo in Italia, così come avviene in Europa e negli altri Paesi sviluppati, può rappresentare un’opportunità per “accogliere” disoccupati provenienti da altri settori dell’economia.
Immagine tratta da: www.lanoce.it




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