Pausa pranzo da abolire?
Il ministro per l’attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi, ha formulato la proposta di abolire la pausa pranzo, o quantomeno di renderla facoltativa al fine di permettere, tra l’altro, ai lavoratori di uscire un’ora prima.
Trattasi di una proposta che ha alimentato le polemiche ed il dibattito, ma è stato lo stesso ministro a sottolineare che non trattasi di un provvedimento all’ordine del giorno.
Insomma, è giusto saltare il pranzo per recuperare un’ora e andare prima a casa? A conti fatti, i nutrizionisti lo sconsigliano, mentre i Sindacati sembrano essere tutt’altro che favorevoli a quello che è in tutto e per tutto un diritto del lavoratore.
In ogni caso, rispetto al passato, molte cose sono cambiate riguardo alla pausa pranzo; come mette in evidenza la Coldiretti, infatti, è oramai un italiano su cinque che sul posto di lavoro, anziché andare al ristorante o al fast food, si porta il cibo già pronto rigorosamente da casa.
Questo probabilmente viene fatto un po’ per risparmiare, ma anche e soprattutto per potersi garantire una buona qualità del cibo assunto e, quindi, una buona alimentazione. In questi casi, ad esempio, è facile rilevare, spesso, come il lavoratore da casa si sia portato cibi come le insalate in busta pronto uso che, negli ultimi dieci anni, sono triplicate in termini di consumo.
E voi, che ne pesante della pausa pranzo? Giusto abolirla, o quantomeno renderla facoltativa?
Immagine tratta da: blog.buonopasto.it




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