Prestito della speranza per favorire il reinserimento lavorativo

La ricerca di un lavoro per un italiano nello status di inoccupato o di disoccupato non è semplice visto l’aria che tira, ma diventa ancora più difficile se il cittadino non ha in tasca neanche i soldi per portare tutti i giorni il pane in tavola. In questi casi il rischio di cadere nella rete dell’usura è molto alto, ragion per cui sono necessarie soluzioni in grado di permettere a questi soggetti di ottenere temporaneamente un sostegno economico che offra l’opportunità di poter puntare ad un reinserimento lavorativo.
A tal fine l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, e la CEI, nei mesi scorsi hanno stipulato un accordo per una forma di microcredito denominata “Prestito della speranza“. Con il “Prestito della speranza” è possibile avere più chance di reinserimento lavorativo oppure magari concretizzare un’idea imprenditoriale. Attraverso le banche aderenti all’iniziativa il soggetto che vive in condizioni di disagio può a tal fine chiedere aiuto alle Caritas diocesane della propria città dove si può compilare la domanda di richiesta.
Il “Prestito della speranza”, in accordo con quanto si legge sulla Guida “Diamo Credito alla tua voglia di ripartire. 6 risposte concrete per le famiglie in difficoltà“, può essere richiesto fino al 6 maggio del 2012 e prevede la concessione di 6.000 euro in un anno, ovverosia 500 euro al mese di sostegno economico, con possibilità di vedersi rinnovato il prestito per un altro anno nel caso in cui la condizione di disagio dovesse permanere.
Ad esempio, possono chiedere il “Prestito della speranza” quelle famiglie dove l’unico componente che lavorava ha perso il posto a causa della crisi finanziaria, economica ed occupazionale, oppure quelle numerose con due o più figli che oramai a causa della pessima congiuntura fanno fatica ad andare avanti. Il tasso del “Prestito della speranza” è agevolato e prevede l’avvio del piano di ammortamento, che può durare fino a 5 anni, solo dodici mesi dopo che inizia l’erogazione del prestito.
Immagine tratta da: www.acliroma.it
Fonte | Adiconsum
Gio 03/06/2010 da Filadelfo
















