Prezzi benzina, come sta agendo l’effetto spread

I prezzi della benzina stanno risentendo, queste ultime ore, delle forti oscillazioni subite dallo spread, e dalle annunciate dimissioni del premier Berlusconi. Per quanto riguarda, in particolare, l’aumento del differenziale dei titoli di Stato, sembra che l’effetto benefico sulle riduzioni dei prezzi della benzina stia tardando ad arrivare, sostiene Staffetta Quotidiana.
Se infatti è vero che nelle ore successive ai picchi toccati dallo spread, le principali stazioni di rifornimento avevano subito ritoccato al rialzo i listini (con variazioni generalmente comprese entro gli 0,5 centesimi per litro), è altrettanto vero che nella fase decrescente dello stesso differenziale, i listini si sono dimostrati ben più rigidi.
A commentare quanto sta avvenendo sono Federconsumatori e Adusbef, due tra le principali associazioni dei consumatori in Italia, che evidenziano come “Il pacchetto-benzina contenuto nel maxiemendamento conferma che non c’è mai limite al peggio”, e come “le ricadute per i cittadini sono pesantissime: rispetto al 2010 i maggiori costi diretti sostenuti dagli automobilisti sono di 360 euro annui. A cui si aggiungono le inevitabili ricadute inflazionistiche, pari a circa 285 euro annui, per un totale (costi diretti + indiretti) di 645 euro a famiglia. Come se non fosse abbastanza, la nuova impareggiabile e geniale trovata del Governo prospetterebbe un ulteriore aumento delle accise”.
“A peggiorare ancor di più la situazione” – concludono le associazioni – “c’è il ricatto alle Regioni che, con alta probabilità, si vedranno costrette ad aumentare anche le accise regionali. Il tutto, ancora una volta, a spese degli automobilisti, costretti a sborsare sempre di più per i propri pieni di carburante”.
Ven 11/11/2011 da Roberto Rossi
















