RC Auto: le tariffe sono artificiosamente alte
Le compagnie di assicurazione continuano a tenere le tariffe RC auto artificiosamente alte in assenza di una attenta vigilanza delle autorità preposte ai controlli del mercato. A denunciarlo è l’Associazione Adusbef, che ricorda come l’Antitrust abbia già condannato il cartello delle compagnie assicurative per aver violato le corrette regole di mercato.
Pur tuttavia, con l’insediamento del nuovo Governo, le compagnie di assicurazione sono tornate alla carica chiedendo di rivedere la legge Bersani, in particolare le norme inerenti l’indennizzo diretto Rc Auto e l’abolizione dell’agente monomandatario.
Adusbef e Federconsumatori stigmatizzano di conseguenza il comportamento dell’Ania e delle Compagnie, che non ne vogliono sapere di abbassare le tariffe come naturale effetto del decreto Bersani sull’indennizzo diretto che taglia i costi dei vari sensali di circa 1,5 miliardi di euro l’anno. Accogliere tali richieste, sottolinea l’Adusbef, sarebbe un errore che non deve essere ripetuto perché lesivo dei diritti e degli interessi di milioni di cittadini.




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http://www.stefanomannacio.it/2008/05/22/indennizzo-diretto-...
Indennizzo Diretto: dimissioni immediate per i presidenti di Adusbef, Federconsumari e Adiconsum
Data: 22 Maggio 2008 Argomento: Comunicati, Consumatori e Prima Pagina.
IL GOVERNO CONVOCHI SUBITO MAGISTRATI, PATROCINATORI E COMPAGNIE PER RIVEDERE LA NORMA. IL CNCU STIA ALLA PORTA. DIMISSIONI IMMEDIATE PER I PRESIDENTI DI ADUSBEF, FEDERCONSUMATORI E ADICONSUM
Dal FOCUS RC AUTO ecco i dati delle Compagnie sull’indennizzo diretto.
Risarcimenti veloci? Velocità aumentata dell’1% (!) rispetto al 2006 quando c’erano, come dice il Senator Lannutti in un comunicato del 16 aprile, ”questo signore (il sottoscritto ndr) ed altri della sua specie, che hanno costruito le loro fortune sulla pelle di milioni di assicurati, costretti a pagare una specie di “pizzo indiretto”, valutato tra 1,5 e 2 miliardi l’anno, con la procedura che ritardava ad arte i risarcimenti”.
Riduzione dei costi? No. Aumentati dell’1,5! Con buona pace di quello che il Senator Lannutti e Rosario Trefiletti dichiaravano in un comunicato del 1° febbraio “procedura semplice e lineare che può abbattere le tariffe del 10-20%?” o di quello che dichiarava l’Adiconsum, il 2 febbraio “Ottenuto in otto ore il risarcimento di un incidente stradale. “Quanto accaduto conferma che l’introduzione dell’indennizzo diretto del danno avrebbe portato conseguenze positive a favore degli assicurati, in particolare: velocizzazione dei tempi, ottimizzazione del servizio e riduzione delle tariffe“.
Sinistri in calo?. No. Aumentati del 3%!! E Federconsumatori, cui Vicepresidente Francesco Avallone è membro, inter alia, del comitato tecnico che definisce i forfait della procedura, che cosa ha dichiarato il 21 febbraio?: ”Ci sorge il sospetto che, poichè il sistema di pagamento tra le compagnie avviene attraverso la definizione di una cifra forfettaria, alcune compagnie, pagando sinistri di piccola entità, con maggiore facilità ottengano un forte vantaggio economico“. Si svegliano solo ora dopo un letargo durato un anno su questo prevedibilissimo elemento che anche le stesse compagnie hanno evidenziato in un recente convegno.
Un fallimento completo rispetto alle enormi quanto inconsistenti aspettative riposte dalle associazioni dei consumatori del CNCU, presiedute per legge dal Ministro dello Sviluppo economico, ma soprattutto dei presidenti di Adiconsum, Federconsumatori e Adusbef, che se la prendono solo con le compagnie senza alcuna assuzione di responsabilità per aver appoggiato a spada tratta la norma e senza doverose, quanto improcrastinabili, dimissioni.
Chi paga invece lo scotto di tale disastro?
I consumatori che non solo non vedono riduzioni dei prezzi, ma cospicui aumenti, le Vittime della Strada che sono rimaste in balia delle compagnie senza diritto alla difesa, e tutti i patrocinatori che, a causa di una norma insulsa, hanno perso il posto di lavoro.
Chiudiamo con quello che ha scritto il Consiglio di Stato sulla procedura di indennizzo diretto che ”sembra escludere quindi in modo espresso tutte le altre forme di assistenza professionale incluse quelle riferite ad attività di consulenza legale, che il danneggiato abbia ritenuto di attivare in vista della procedura di risarcimento diretto. Si tratta di una restrizione dell’area del danno risarcibile alla quale dovrebbero fare da riscontro per il danneggiato concreti benefici derivanti dal sistema di risarcimento diretto, benefici in termini di rapidità e certezza della liquidazione“
Dove sono i questi benefici, vantati anche da Mister Prezzi?
E’ bene che il legislatore si metta subito all’opera per modificare radicalmente la norma convocando immediatamente i veri operatori del settore quali magistrati, patrocinatori, compagnie, al fine di trovare un equilibrio tra la giusta tutela del danneggiato per ottenere un equo risarcimento e un quadro di prezzi economicamente sostenibile.
Il CNCU, questa volta, è meglio che stia alla porta.