Redditest 2013 online, i paradossi dell’agenzia delle entrate [DOWNLOAD]

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redditometro2012

Sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate è disponibile il programma per eseguire il Redditest 2013. Il redditometro fai-da-te darà la possibilità ai contribuenti di procedere con la verifica della corrispondenza fra il proprio tenore di vita e la dichiarazione dei redditi. Intanto ha avuto il via ufficiale il nuovo Redditometro 2013, presentato alcuni mesi fa dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera.

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Attraverso il Redditest, i contribuenti potranno procedere alla verifica delle spese sostenute e dei beni posseduti, così da valutare se questi possano esser coerenti con il reddito dichiarato. C’è già però chi parla di qualche “difettuccio” nel software dell’Agenzia delle Entrate.

Dito puntato sul Redditest quindi; questo almeno è quanto ha fatto il quotidiano online Eutekne.info, che facendo varie prove sul software, ha potuto riscontrare situazioni di coerenza e/o di incoerenza non comprensibili. Come però tiene a precisare Enrico Zanetti, direttore di Eutekne.Info “non si intende minimamente criticare il lavoro effettuato dai tecnici delle Entrate, in quanto è lo strumento in sé che non può funzionare: è palese l’estrema difficoltà di tramutare in reddito presunto il possesso di beni e le spese a vario titolo sostenute nel corso dell’anno“.

Facciamo quindi un esempio che permetta di capire meglio la situazione. Prendiamo in considerazione una persona fisica che vive da sola con un’età compresa tra i 35 e i 64 anni, con una macchina avente una potenza di 55 Kw e un reddito lordo di 20.000 euro (si veda la tabella in calce all’articolo). Qualora questo avesse una casa di proprietà di categoria catastale A2 di 60 metri quadri a Torino e spendesse 8.800 euro l’anno (850 utenze, 1.100 spese per macchina, 500 sport, 3.350 per viaggi, 2.000 elettronica, 1.000 gioielli), risulterebbe incoerente. Se invece le spese complessive di 8.800 euro venissero tutte imputate per master universitari, allora il soggetto considerato sarebbe coerente, mentre se le mettessimo sotto viaggi di piacere sarebbe incoerente. E fin qui nulla di assurdo: l’istruzione è un valore di certo superiore al viaggio di piacere. Ciò che preoccupa è piuttosto il fatto che, se gli 8.800 euro vengono imputati come acquisto di gioielli, si abbia una situazione di coerenza.

Molti i dubbi anche in merito all’imputazione reddituale concernente il possesso di immobili, con specifico riguardo ai metri quadri.
Una coppia con figli, ove lavora solo il marito con reddito lordo di 35.000 euro, casa di proprietà A2 di 80 metri quadri, è incoerente se, a vario titolo, spende 23.950 euro. Sino a qui il dato sembra accettabile, ma se, per ipotesi, la casa fosse di 50 metri quadri, la situazione diviene di coerenza, mentre se la casa fosse di 51 metri quadri, arriva di nuovo l’incoerenza.

E’ chiaro come siano ancora tanti i dubbi ma soprattutto i paradossi che interessino il software. Dall’altra non mancano poi le perplessità dei contribuenti stessi. Sono tanti infatti gli scettici: «E se l’agenzia delle Entrate memorizza i dati inseriti durante il test?». E’ insomma tutta una questione di privacy quella che lascia ancora più di qualcuno perplesso. Non si sono però fatte attendere le rassicurazioni tanto dell’Agenzia stessa quanto degli esperti. Sul sito internet proprio dell’Agenzia leggiamo: «Questo test ti aiuta a sapere se il reddito della tua famiglia è coerente con le spese sostenute. Le informazioni rimangono sul tuo computer senza lasciare alcuna traccia sul web».

Hanno invece dato un parere sicuramente più tecnico gli esperti interpellati dal Sole 24 Ore: questi hanno spiegato infatti come il file che viene scaricato (redditest.jnlp) è un .jnlp, ovvero un protocollo. Analizzando il contenuto del file, si evince come non ci siano collegamenti al sito dell’agenzia dell’Entrate, ma solo le istruzioni per scaricare tre archivi java che si trovano sul sito pubblico in questa directory (java.sun.com/products/autodl/j2se) e che sono nominati nel seguente modo: IncomeEvaluator.jar, redditestv1.jar, redditestv1res.jar. L’applicazione, per permettere l’esecuzione del test, esegue il contenuto di questi tre archivi, sul computer utilizzando la Java virtual machine e salvando i dati inseriti in una cache locale, ovvero nella memoria temporanea del computer. Quindi la privacy dei dati non sarebbe in alcun modo intaccata.

Grazie all’utilizzo del Redditest, i contribuenti italiani potranno procedere ad una corretta compilazione della dichiarazione dei redditi, tenendo presente il fatto che in questo modo l’Agenzia delle Entrate potrà in ogni momento avere a disposizione gli strumenti per attivare i controlli di natura presuntiva.

Con il Redditest, il contribuente non dovrà far altro se non compilare una serie di campi con le spese sostenute durante l’anno (le più importanti) e di cui l’amministrazione è a conoscenza, quali ad esempio l’acquisto di una casa o di un’auto. Il programma aggiungerà poi in automatico le spese indispensabili per una famiglia, dal cibo all’abbigliamento, calcolate sulla base dei dati Istat e sulla base della propria tipologia familiare. A questo punto spetta al Redditest confrontare il tutto con il reddito dichiarato: questo darà infatti semaforo verde, giallo o rosso a seconda della coerenza con quanto dichiarato.

Prepararsi al Redditest
Vediamo i passi fondamentali da seguire per procedere ad un corretto utilizzo del Redditest.
Annotare le spese: è bene che i contribuenti annotino, giorno dopo giorno, tutte le spese sostenute dal nucleo familiare di cui fanno parte.
Richiedere e conservare gli scontrini: scontrini, fatture, quietanze e qualsiasi tipo di ricevuta deve esser richiesta e conservata per almeno quattro anni successivi alla presentazione delle dichiarazione, tempo a disposizione del fisco per effettuare dei controlli.
Conservare l’estratto conto: al pari di scontrini e ricevute, anche gli estratti conti, postali o delle carte di credito, devono esser conservati per almeno i quattro anni successivi alla dichiarazione.
Pagamenti tracciabili: ogni qualvolta sia possibile è bene procedere agli acquisti tramite pagamenti tracciabili, che rendano quindi trasparente il quadro al fisco impegnato nelle procedure di verifica.

I documenti da conservare
Vediamo ora quali sono i documenti necessari da conservare per le diverse tipologie di spesa.
IMMOBILI
Abitazione: atto di acquisto, contratto di locazione registrato, ricevute di pagamento dei canoni, certificazione bancaria pagamento rate mutuo, fatture spese di ristrutturazioni.
Condominio: ricevute o conti correnti di pagamento spese condominiali ordinarie, ricevute o conti correnti di pagamento spese condominiali straordinarie o in alternativa le certificazioni delle spese rilasciate dall’amministratore.
Utenze: fatture di luce, acqua, gas, telefonia mobile o fissa.

PREVIDENZA
Assicurazioni: attestazione di pagamento dei premi assicurativi per infortuni, malattie o altri tipi di polizze.
Contributi: attestazione di pagamento della previdenza complementare e dei contributi volontari.

ISTRUZIONE
Rette scolastiche o di specializzazione: ricevute, conti correnti, fatture di rette per scuole, asili nido, corsi universitari, specializzazioni, master.
Tutoraggio, corsi di preparazione: ricevute rilasciate dal tutor o dall’insegnante.
Canoni di locazione per universitari fuori sede: contratto di locazione, ricevute pagamento canoni.

TEMPO LIBERO
Attività sportive: ricevuta di iscrizione e pagamento della quota mensile per la palestra.
Pay tv: fattura del canone mensile dell’abbonamento.
Eventi: abbonamenti a teatro, stadio o palazzetto dello sport.
Viaggi e vacanze: fattura o ricevuta dell’agenzia presso il quale si organizza il viaggio, ricevute biglietti aereo o treno o nave, ricevute di pagamento di alberghi o altri alloggi.

MEZZI DI TRASPORTO
Auto e moto: fattura per l’acquisto, scheda carburanti, pedaggi autostradali, ricevute per spese di manutenzione, canoni di noleggio.
Aerei e imbarcazioni: fattura per l’acquisto, schede per rifornimento carburanti, spese di manutenzione, canoni di noleggio.

ALTRE SPESE
Assegni periodici al coniuge: copia della sentenza di separazione/divorzio, ricevute pagamento quote mensili, fotocopie assegni.
Donazioni: scambio di corrispondenza, attestazioni di pagamento.
Gioielli e preziosi: ricevute e scontrini fiscali.
Spese mediche e veterinarie: certificazioni mediche, cartelle cliniche, fatture.

Grazie al nuovo software i contribuenti potranno quindi effettuare una sorta di autovalutazione rispetto ai propri redditi, verificando in tal modo la giusta coerenza tra il reddito prodotto e le spese sostenute nel corso dell’anno. Come fanno sapere dall’Agenzia delle Entrate, “superata la fase di sperimentazione, il nuovo redditometro, oltre a supportare l’attività di accertamento dell’Agenzia delle Entrate aiutandola a potenziare l’analisi del rischio di evasione, rappresenterà soprattutto uno strumento di compliance a disposizione dei contribuenti, attraverso il quale sarà possibile valutare autonomamente il grado di coerenza tra le spese effettuate e il reddito dichiarato“. Anche il direttore dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera, durante l’ultima audizione davanti alla Commissione di vigilanza sull’anagrafe tributaria, ha spiegato che il Redditest è nato proprio per favorire la conformità dei redditi dei contribuenti, “utilizzando il modello di analisi e valorizzazione elaborato in collaborazione con la Sose, la società per gli studi di settore”.

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Lun 07/01/2013 da Sveva Sigilli in

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Beppe 19 ottobre 2012 16:48

Ormai siamo tutti (classe medio – bassa e NON caste e con poteri) controllati come nella vecchia U.R.S.S., per chi non sa cos’è l’U.R.S.S. è la vecchia Sojuz Sovietskich So****tičeskich Respublik ovvero Unione delle Repubbliche So****te Sovietiche che nel passato monitoravano ogni singolo cittadino in tutti i suoi spostamenti religiosi, politici, economici,morali, etnici ecc. cercando sempre il capro espiatorio nelle popolazioni più indifese. Assai criticate e disprezzate queste tattiche dai paesi occidentali e democratici durante la guerra fredda, ma oggi finita la guerra fredda notiamo sempre più come i paesi occidentali e “democratici” copiano e mettono in atto le tattiche dell’U.R.S.S. per opprimere le proprie popolazioni. E’ vergognoso guardare come veniamo schedati per essere eventualmente accusati come evasori fiscali se spendiamo qualche migliaio di euro che in precedenza abbiamo risparmiato dovendo fornire tanto di giustificazioni, ma chi fa sparire milioni di euro con delibere ecc. passa inosservato, e comunque se viene beccato rischia a livello civile che penale poco o quasi nulla! Nella nostra Italia la storia è sempre la stessa, “AL PICCOLO IL BASTONE E AL GRANDE IL PERDONO” . Mi chiedo cosa è più grave:
a) Evadere delle tasse dal lavoro da me prodotto, oppure
b) Mettermi in tasca soldi pubblici che non mi appartengono?
Se beccano me a non pagare le tasse dal MIO guadagno l’Agenzia delle Entrate me la fa pagare cara, e se non pago mi viene espropriato anche il pane dalla bocca di mio figlio. Se viene beccato il politico a mettere in tasca qualche milione di euro di soldi PUBBLICI E NON GUADAGNATI DAL SUO LAVORO tuttavia se gli va male gli viene inflitto qualche anno di carcere con pena sospesa e continuerà a godersi i milioni. Morale del discorso, io evado e c’è il bastone, il politico ruba e c’è il perdono!
Caro Stato, cara Agenzia delle Entrate, cari Politici, combattere l’evasione fiscale è un diritto sacrosanto per il bene di una nazione ma anche il rubare e sperperare soldi pubblici deve essere represso per il bene del paese, e soprattutto ricordatevi che l’esempio per prima non deve essere imposto dal basso ma deve venire spontaneo dall’alto. DATE PRIMA L’ESEMPIO E DOPO CHEDETECI DÌ SEGUIRVI!

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Giorgio 13 gennaio 2013 18:08

Beppe , hai pienamente ragione. Ma ti sei lasciato prendere dalla fantasia. I politici, se beccati, di galera si fanno solo pochi giorni . I soli a pagare , sono sempre i semplici cittadini. Vorrei aggiungere solo una cosa, mentre tutti sti politici di (autocensura) si fanno belli con discorsi di onestà l’esempio ancora non lo danno. Fatto sta che 2 mesi fa, hanno votato all’unanimità contro un emendamento dove si parlava di una loro riduzione di stipendio. Fanno schifo …..
P.S.: se devo conservare tutti gli scontrini, questi me li devono far detrarre dalle tasse.

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