Riscatto Laurea: novità per il versamento dei contributi
Grazie alla recente riforma delle pensioni, tutti i laureati possono riscattare gli anni effettivi di durata del corso anche se non si è ancora trovato un lavoro. La riforma, infatti, permette di riscattare gli anni di laurea versando i contributi all’INPS che, successivamente, provvederà a destinarli all’ente di previdenza cui il futuro lavoratore sarà iscritto, ad esempio l’Inarcassa se il laureato è un ingegnere o un architetto.
L’ammontare dei versamenti per il giovane laureato disoccupato è pari a poco più di 4.500 euro per ogni anno effettivo di corso, escludendo quindi gli anni ‘fuori corso’; si possono altresì riscattare ai fini previdenziali anche i periodi in cui è stato effettuato il dottorato di ricerca.
La parte della riforma delle pensioni che riguarda il riscatto della laurea sta riscuotendo un grande successo, visto che, secondo quanto reso noto dall’INPS, l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, le richieste di riscatto della laurea sono balzate nei primi nove mesi del 2008 del 250% rispetto ai primi nove mesi del 2007.
Questo perchè, tra l’altro, è stata introdotta l’agevolazione IRPEF che permette ai genitori del giovane laureato disoccupato di detrarre su ogni anno contributivo riscattato il 19% dei contributi versati. In più, grazie alla riforma delle pensioni è altresì possibile per le domande presentate a partire dall’anno in corso di poter riscattare gli anni di laurea pagando comodamente l’ammontare complessivo in 120 rate mensili senza alcun aggravio di interessi.




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Commenti (1)
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