Risparmio tradito: Consumatori contrari alla Class Action “modificata”
Nelle scorse settimane, in scia ad un emendamento del Governo, la la Legge sull’azione collettiva risarcitoria (class action) è stata modificata non rendendo più l’applicazione retroattiva di tale strumento. Questo significa, a conti fatti, che dal momento dell’entrata in vigore della Legge i consumatori, i risparmiatori e, in generale, i cittadini, non potranno aderire ad azioni collettive su, ad esempio, crac finanziari avvenuti in precedenza.
Ne consegue che tale strumento non potrà essere utilizzata per richiedere, ad esempio, i risarcimenti legati al crac della Parmalat o alla liquidazione della “vecchia” Alitalia , per non parlare poi di altri bond andati in default come quelli della Cirio e, peggio ancora, quelli dell’Argentina.
Per questo, e non solo le Associazioni dei Consumatori aderenti al CNCU, il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti, hanno scritto una lettera ai Presidenti dei gruppi Parlamentari del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati per protestare contro una class action che risulta essere non solo inapplicabile, ma anche controcorrente rispetto alle indicazioni formulate in sede UE ed incompatibile con il Codice del Consumo.
Di conseguenza, i rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori aderenti al CNCU hanno chiesto che, su un argomento così delicato come quello dell’azione collettiva risarcitoria, vengano ascoltate anche le richieste dei cittadini. Ed a tal fine è stata inoltrata ai gruppi di Camera e Senato una richiesta formale di audizione al fine di permettere alle Associazioni dei Consumatori di poter spiegare, illustrare ed elencare tutte le ragioni per cui sussiste una ferma opposizione al testo sulla Class Action già approvato dal Senato.
Immagine tratta da: www.actionlawsuit.com




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