Ritardato pagamento Irpef 2012? Ecco come recuperare

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Se vi siete dimenticati di rispettare il termine del 9 luglio 2012, relativo alla scadenza utile per poter procedere al regolare pagamento dell’acconto dell’Irpef dell’anno, niente paura. Le ipotesi di ravvedimento sono infatti a vostra disposizione per regolarizzare la posizione nei confronti del Fisco in maniera semplice e, soprattutto, economicamente conveniente, con pagamento di interessi e di mini sanzioni che – il più delle volte – sono circoscritte in pochi euro rispetto all’ammontare originario dell’imposta.

In proposito, vi ricordiamo che, se non avete pagato puntualmente l’Irpef 2012, potete consultare la nostra guida sul ravvedimento, realizzata appositamente per la scadenza Imu:

IMU: QUALI SANZIONI PER IL MANCATO PAGAMENTO

L’istituto del ravvedimento è infatti utilizzabile anche per Irpef 2012 e, pertanto, quanto già affermato in tale approfondimento, è valido anche per l’imposta sui redditi delle persone fisiche.

Ricordiamo inoltre come la scadenza del 9 luglio sia stata il risultato di una proroga stabilita opportunamente rispetto alla precedente scadenza del 18 giugno 2012. Una scelta che avrebbe dovuto permettere ai centri di assistenza e ai consulenti di poter chiarire tutti i principali dubbi sulla disciplina, e che invece ha lasciato ancora l’amaro in bocca tra gli operatori del settore.

La principale possibilità concessa al contribuente per cercare di ridurre il proprio onere riguarda infatti l’opzione legata al calcolo previsionale, che possa tenere conto di norme di favore introdotte nel 2012. In altri termini, è possibile poter godere di alcune opzioni in grado di costituire un alleggerimento del peso fiscale per l’acconto 2012. Per quanto concerne l’Irpef, una delle principali è relativa agli aspetti immobiliari: chi infatti, nel 2012, possiede immobili non locati che sono assoggettati all’applicazione dell’imposta municipale unica (si pensi ai terreni, per il reddito dominicale, e ai fabbricati, anche a uso promiscuo), può calcolare fin da oggi il minore onere impositivo derivante dalle disposizioni.

Al di là di questo complesso meccanismo delle riduzioni, che sta ponendo i contribuenti dinanzi a serie difficoltà interpretative, non varia la natura dell’acconto Irpef.

L’acconto Irpef dovrà pertanto essere considerato sempre alla stregua di una imposta da corrispondere nei confronti dell’Erario da parte dei contribuenti persone fisiche come anticipo sui redditi per l’anno in corso. Per conteggiare se sia o meno dovuto il pagamento, si dovrà verificare l’importo dell’imposta, calcolata con la dichiarazione dei redditi relativa all’anno precedente: l’obbligo della corresponsione scatta al superamento di 51,65 euro di imposta a debito.

E chi effettua un pagamento per un importo sbagliato? Nel caso in cui il contribuente si renda conto di aver compiuto una valutazione sbagliata, o pagato un importo minore rispetto a quello effettivamente dovuto, potrà correggere il tiro mediante l’istituto del ravvedimento operoso. La regolarizzazione della propria posizione entro 30 giorni è piuttosto conveniente, e pone il contribuente al riparo da sanzioni ben più pesanti.

Il pagamento dell’acconto Irpef 2012 andrà effettuato con il solito modulo di pagamento F24.

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Mar 10/07/2012 da Roberto Rossi in

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