Sacchetti non biodegradabili: durano 400 anni
Ci vogliono ben 400 anni prima che un sacchetto non biodegradabile, quello della spesa di tutti i giorni, arrivi a distruggersi dopo che viene disperso nell’ambiente; a metterlo in evidenza è l’Associazione ambientalista Legambiente, la quale sottolinea al riguardo come anche gli shopper, purtroppo, contribuiscano all’inquinamento ed a deturpare l’ambiente.
In particolare, prendendo a riferimento solo l’Italia, ogni anno vengono prodotte la bellezza di 300 mila tonnellate di buste in plastica non biodegradabili; per produrle servono 430 mila tonnellate di petrolio che comportano l’emissione in atmosfera di ben 200 mila tonnellate di anidride carbonica.
Ma presto tutto ciò finirà visto che, come mette in evidenza Legambiente, dall’1 gennaio del 2011 anche per l’Italia scatterà il bando per le buste di plastica tradizionali; per andare a fare la spesa, infatti, si utilizzerà sempre e solo lo shopper biodegradabile che, se disperso nell’ambiente, ci mette pochi mesi per distruggersi senza il rilascio di inquinanti.
Lo shopper biodegradabile, a differenza dei sacchetti non biodegradabili, viene prodotto con delle materie prime rinnovabili come il mais; di questo ne basta infatti appena mezzo chilo per produrre ben cento shopper biodegradabili che possiamo, tra l’altro, riutilizzare per fare la spesa.
Questa “rivoluzione”, secondo Legambiente, comporterà anche vantaggi per il settore chimico italiano, ed in particolare a favore di chi intenda investire nella ricerca e nella produzione di materie prime a basso impatto ambientale.
Immagine tratta da: www.giann.net




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