Sciopero generale Sardegna, 50 mila in corteo

Venerdì, 5 Febbraio 2010.

sciopero generaleSono state 50 mila le persone oggi in corteo a Cagliari per lo sciopero generale nella Regione Sardegna proclamato dalla Cgil, Cisl e Uil. A darne notizia è la Cgil, rimarcando come una delle ragioni dello sciopero sia stata quella a sostegno della vertenza Alcoa, con i lavoratori che chiedono che gli impianti debbano rimanere in marcia. Al riguardo, la Segretaria Nazionale della CGIL, Susanna Camusso, rivolgendosi ai Ministri del Governo ha dichiarato che i lavoratori vogliono sapere cosa si sta facendo per evitare che le speranze dei lavoratori vengano cancellate.


Mario Medde, segretario generale della Cisl, sottolineando la grande partecipazione allo sciopero generale, ha dichiarato che senza prendere in considerazione il segnale che è stato dato oggi, “sara’ la sconfitta della politica“. Secondo il leader del Sindacato serve necessariamente che si apra nei rapporti con lo Stato una nuova fase di confronto e di strategie per lo sviluppo.
 
Intanto, dal fronte Fiat, a conclusione dell’odierno incontro nell’ambito del Tavolo tecnico presso il Ministero dello Sviluppo Economico, la Fiom ha reso noto, per voce del coordinatore nazionale auto della Fiom-Cgil, Enzo Masini, che si sta partecipando al tavolo per verificare se ci sia la presenza di una società diversa da Fiat disposta a Termini Imerese ad incrementare produzione ed occupazione. Altrimenti, “Fiat non può cessare la produzione pena l’apertura di un durissimo conflitto sociale“.
 
Immagine tratta da: crisitv.wordpress.com

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Commenti (1)

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Anonimo

fino a quando non verranno fissate regole precise in cui si preveda che i soldi erogati dalla regione o dallo stato per realizzare uno stabilimento mirato a creare posti di lavoro ed i successivi finanziamenti per tenre in piedi l’attività, debbano rientrare alla regione o allo stato in caso di cessazione dell’attività (cosa che spesso succede non per mancanza di commesse o di crisi nel settore)ma semplicemente perchè sono riusciti ad ottenere da qualch ealtra parte del pianeta ciò che da noi hanno già ottenuto e preso. così la rokwol va in croazia, la fiat in argentina e in romania l’alcoa da qualche altra parte della terra; ma , gli stabilimenti ed i macchinari realizzati con soldi pubblici almeno per l’80% che fine fanno? perchè non vengono proposte ai dipendenti che sotto forma di coop. potrebbero andare avanti oppure rilevati da quella istituzione che ha maggior titolo di proprietà in modo da poter immettere sul mercato (anche tramite un’asta)in tempi brevi che da un lato permetterebbe ai dipendenti un immediato reintergro ai posti di lavoro e dall’altro lato si eviterebbe che la struttura ed i macchinari diventino lelle lungaggini buraocratiche preda di vandali e che il tempo stesso li deteriori.

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