Spending review: niente risparmi per i cittadini, solo disservizi
I tagli per le imprese

Passiamo dunque alle conseguenze per le imprese. I lati positivi della spending review si concentrano prevalentemente sul rinvio dell’attivazione dell’aumento IVA e sulla conversione in titoli di Stato dei crediti verso le pubbliche amministrazioni. Più ricchi i punti negativi:
- Cancellazione clausola salvaguardia (per i contratti di fornitura): le forniture a condizioni che risulteranno di quelle stabilite dalle convenzioni di acquisizione attraverso la Consip (la società pubblica che cura i contratti di approvvigionamento negoziandoli in maniera centralizzata) saranno oggetto di recesso da parte della pubblica amministrazione e questo rischia di tagliare fuori molte imprese.
- Farmaci: le misure di contenimento della spesa farmaceutica provocheranno un aumento degli sconti che industrie farmaceutiche e farmacie dovranno praticare sulle ofrniture al ssn.
Radio, tv, pubblicità: viene decurtato di 30 milioni il fondo per i contributi pubblici alle radio e alle televisioni locali. Prevista anche l’abolizione dell’obbligo di pubblicare su giornali i bandi di gara, per cui all’editoria mancheranno gli introiti della cosiddetta pubblicità legale.
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Ven 06/07/2012 da Roberto Rossi
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