Tariffa bioraria: conviene?
In materia di consumi di energia elettrica, la possibilità di scelta della tariffazione bioraria non è più così vantaggiosa per i consumatori come lo era prima dell’introduzione della liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica.
E’ quanto dichiara Ivano Giacomelli, Segretario nazionale dell’Associazione CODICI, sottolinando come per far si che si possa risparmiare, gli utenti dovrebbero riuscire a spostare ben il 70% del loro consumo di energia nella fascia a prezzo più basso; trattasi di conseguenza di una soglia decisamente troppo alta.
Le tariffe biorarie, sottolinea l’Associazione, differenziano infatti il prezzo dell’energia elettrica a seconda del momento del consumo: uno più elevato fra le ore 8 e le 19 e uno più basso dalle ore 19 alle 8 del mattino dal lunedì al venerdì, i fine settimana ed i giorni festivi.
Dopo il luglio 2007, tra l’altro, è stata eliminata la cosiddetta “rete di protezione”, che permetteva agli utenti di non correre il rischio di pagare di più della tariffa “normale”. Adesso invece i consumatori con tariffa bioraria, che non riescono a spostare i consumi nella fascia a prezzo ridotto, non solo non ottengono un reale risparmio sulla tariffa, ma rischiano di pagare di più.




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