Tariffe cellulari, per Wind il taglio della terminazione è inutile

Qualche giorno fa vi abbiamo raccontato dell’attesa per un’importante decisione che Agcom, l’autorità garante per le comunicazioni, dovrebbe assumere in merito al costo delle tariffe cellulari attraverso i costi di terminazione mobile, il balzello che tutti noi paghiamo quando chiamiamo un utente appartenente ad altro operatore telefonico. Ma non tutti sembrano essere d’accordo.
Riassumiamo in breve la vicenda: nel corso del 2009 la Comunità Europea aveva richiesto all’Agcom di intervenire affinchè possa essere individuato un nuovo piano di riduzione delle tariffe di terminazione mobile da applicarsi entro il 2012.
Qualche mese fa Agcom ha approvato una proposta di delibera con nuove riduzioni tariffarie che dovrebbero entrare in vigore tra due mesi (il 1 gennaio 2012), per il quadriennio successivo.
Le tariffe prevedono un costo decrescente, con 4,1 centesimi al minuto per il 2012, 2,6 centesimi al minuto per il 2013, 1,6 centesimi al minuto per il 2014 e, infine, 0,98 centesimi al minuto per il 2015.
Apparentemente, il taglio delle tariffe di terminazione mobile dovrebbe condurre a un significativo risparmio le utenze di telefonia cellulare. Tuttavia gli operatori non la pensano così e, tra di essi, Wind sembra convinta che non vi sarà alcun ribasso nei prezzi delle chiamate. Romano Righetti, vicedirettore generale di Wind Telecomunicazioni, afferma in proposito che “il sensibile calo delle tariffe di terminazioni mobile avvenuto lo scorso luglio non ha prodotto ritocchi dei prezzi delle chiamate fisso – mobile”. La decisione dell’Agcom, in compenso, continua Righetti, “può privare la telefonia mobile di flussi di cassa notevoli, in coincidenza con interventi che assorbono e assorbiranno cassa in modo impegnativo nello stesso periodo”.
Lun 31/10/2011 da Roberto Rossi in Tariffe
















