Tasse sul risparmio: tutte le novità

A tre mesi dall’entrata in vigore delle nuove aliquote unificate per le rendite finanziarie, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una importante circolare (la 11/E del 28 marzo 2012) che riporta una serie di chiarimenti sul nuovo regime di tassazione. E’ certamente l’occasione per un riepilogo di tutte le ultime novità in materia di tasse sul risparmio.
La circolare dell’Agenzia delle Entrate dichiara innanzitutto qualche elemento di trasparenza in merito all’aliquota unica del 20% che si applica a tutti gli introiti derivanti dagli strumenti finanziari, e che sostituisce quella del 27% prima prevista per conti correnti, libretti di risparmio, certificati di deposito, conti di deposito vincolato, obbligazioni private, e quella del 12,50% su azioni, fondi, polizze.
Sono comunque previste alcune significative eccezioni, come il mantenimento dell’aliquota pari al 12,5% per i titoli di Stato italiani e per i buoni fruttiferi postali, e per i titoli emessi da enti sovranazionali o internazionali riconosciuti in Italia, sui titoli di natura obbligazionaria emessi da Stati esteri presenti nella white list e sui prestiti obbligazionari emessi da enti territoriali italiani.
Si tratta pertanto di una semplificazione quasi generale (con le sole esclusioni di cui sopra), che porterà qualche modifica al rendimento effettivo delle operazioni di investimento.
Fino al 31 dicembre 2011, infatti, gli interessi su obbligazioni e altri titoli similari erano assoggettati a ritenuta pari al 27%, ridotta al 12,5% per quelli con scadenza non inferiore a 18 mesi, a condizione che il tasso di rendimento effettivo non risultasse superiore al doppio del tasso ufficiale di riferimento per le obbligazioni e titoli similari quotate, e al tasso ufficiale di riferimento aumentato di due terzi per le obbligazioni e titoli similari non quotati (over the counter).
Il decreto 138/2012 ha invece stabilito una ritenuta unificata del 20%. La circolare dell’Agenzia delle Entrate sopra ricordata precisa inoltre che l’aliquota è stata uniformata indipendentemente dalla durata dei titoli, e quindi anche con riferimento a quelli inferiori a 18 mesi. Per contro, la ciroclare precisa che rimangono assoggettate ad aliquota del 20% anche i proventi da cambiali finanziarie inferiori a 18 mesi, che prima del decreto subivano lo stesso trattamento agevolato del 12,5%.
Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook
Gio 29/03/2012 da Roberto Rossi in Risparmiatori















![Quanto sei leader di te stesso? [TEST]](http://static.vostrisoldi.it/90X58/www/vostrisoldi/it/img/leadership.jpg)

Questo governo pertanto si aggiunge a quelli precedenti e più di essi diventa sanguisuga nei confronti dei cittadini comuni: casa, risparmi, polizze, caro carburanti, caro vita. Si lavora solo più per riempire una voragine causata da altri, da coloro che non stanno pagando le loro colpe e sghignazzano rendondosi intoccabili.
Rispondi Segnala abusoRimangono inviariate le paghe base dei contratti collettivi. Ferme al costo della vita di ca. 10 anni fa.
Questo Paese è il simbolo dell’ingiustizia sociale e dell’applicazione di tasse oltre ogni ragionevole limite.
Mariuccia