Telecom Italia, Telefonica ed il futuro della rete
Dopo aver perduto e privatizzato un po’ di tutto, all’Italia restano in mano pochi colossi del settore industriale. C’è la Fiat, che sembra più guardare all’America che all’Italia (leggasi Termini Imerese), ma c’è anche Telecom Italia con la sua rete di telecomunicazioni che, stando ai rumors ed alle indiscrezioni degli ultimi giorni, rischia di passare nelle mani dello straniero attraverso una fusione con il colosso iberico Telefonica, già socio dell’ex-operatore monopolista. La rete di telecomunicazioni nel nostro Paese necessita tra l’altro di un ammodernamento che negli ultimi anni non c’è stato, se non in parte, ragion per cui la questione è complessa.
Il Governo, pur confermando ed incentivando le scelte di libero mercato, ha nello stesso tempo ribadito come la rete telefonica per l’Italia sia strategica. Che ne sarà, quindi, di Telecom Italia? Lo Stato cederà le proprie quote di uno che risulta essere tra gli ultimi “gioielli di famiglia”? A porsi la domanda è l’Adiconsum, la quale ha apertamente chiesto che Telecom Italia rimanga nelle mani dello Stato visto che in caso contrario non sarebbe garantito lo sviluppo democratico ed economico del nostro Paese unitamente alla privacy ed alla sicurezza.
Due sono per l’Adiconsum i punti fondamentali: il primo è quello che deve portare lo Stato a non privarsi di un asset strategico come la rete telefonica, che deve essere vista come un bene inalienabile; inoltre, i costi relativi all’ammodernamento ed alla manutenzione della rete non devono ricadere sulla collettività, ma devono essere ripartiti tra i vari operatori presenti sul mercato italiano delle telecomunicazioni.
Immagine tratta da: www.hi-techitaly.com




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