Terremoto 29 maggio 2012: aumenta di 2 centesimi il prezzo della benzina

Il Consiglio dei Ministri di oggi ha apportato numerose iniziative per cercare di arginare le straordinarie difficoltà che il Nord Italia (e in particolare l’Emilia Romagna) stanno attraversando in questi giorni. Tra i tanti timori che ora si sovrappongono nella gestione del post terremoto, vi sono anche quelli economici e finanziari. Il prezzo della benzina è destinato ad aumentare ancora.
A ben vedere, il Consiglio dei Ministri – scrive l’ANSA – ha facilmente optato per un incremento delle accise. Così come avvenuto in passato dinanzi a fenomeni catastrofici di gravissima entità, l’aumento delle imposte sulla benzina è così divenuto un facile strumento per reperire fondi direttamente dalle tasche dei cittadini. Pertanto, la proposta di aumentare i carburanti di 2 centesimi al litro ha rapidamente preso piede, per apprezzamenti dell’onere sui carburanti che renderebbero lo sforzo dei contribuenti molto vicino alla metà della soglia dei 5 centesimi precedentemente previsti per agevolare la riforma della protezione civile.
Prima di diventare nero su bianco, l’aumento delle accise era, insomma, già nell’aria grazie alla legge di riforma dell’apparato della protezione civile e da quella sulle semplificazioni fiscali. Le ultime modifiche di quel ramo dell’apparato pubblico hanno toccato le modalità di utilizzo dei fondi per la protezione civile e il ricorso al fondo delle spese previste. Proprio quest’ultimo si baserebbe su un meccanismo di “riempimento automatico” del fondo, con maggiori entrate derivanti dall’accisa dei carburanti non superiori ai cinque centesimi per il litro.
Il governo ha pertanto scelto di giocare una buona parte di questo potenziale plafond per il dramma dell’Emilia Romagna, lasciandosi una “scorta” 3 centesimi di euro al litro.
Ma non solo: un ulteriore intervento è previsto al momento della dichiarazione dello stato di emergenza. In quel frangente le regioni hanno infatti facoltà di elevare l’impotsa regionale sulla benzina di propria competenza, anche in questa ipotesi fino al massimo di cinque centesimi al litro.
Ricordiamo, in questa ipotesi, come l’elenco dei rincari sulle accise sia lungo, e risalga addirittura al 1935. Il primo aumento delle accise risale alla guerra in Abissinia. poi venne la crisi di Suez del 1956, il Vajont del 1963, l’alluvione di Firenze del 1966, il terremoto del Belice del 1968. E ancora, il terremoto del Friuli del 1976, quello in Irpnia nel 1980, la missione in Libano del 1983, quella in Bosnia del 1996.
Tra gli aumenti più recenti, quello di 0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004, 0,0073 euro per l’attuazione del decreto legge sul finanziamento della manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali, 0,04 euro per far fronte all’emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011, ai sensi della Legge 225/92, 0,0089 per far fronte all’alluvione in Liguria ed in Toscana del novembre 2011, 0,112 euro sul diesel e 0,082 euro per la benzina in seguito al Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 ‘Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento dei conti pubblici’ (Manovra Monti).
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Mer 30/05/2012 da Roberto Rossi
















