Terremoto in Italia, l’assicurazione sulla casa diventerà obbligatoria?

  • Commenta
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

terremotoemilia

Il recentissimo sisma nel Nord Italia, abbattutosi con particolare gravità sull’Emilia Romagna, ha rinnovato l’interesse e l’attenzione nei confronti dell’assicurazione sulla casa contro le calamità naturali. L’occasione ci è altresì fornita dal decreto legislativo 59/2012 in materia di riordino della protezione civile, che introduce un nuovo regime assicurativo per la copertura dei rischi conseguenti da terremoti e altre calamità.

L’approvazione del decreto legge 59/2012 si è resa sostanzialmente necessaria per conferire nuova linfa alla Protezione Civile. Di contro, introduce un nuovo onere in capo ai cittadini italiani, che dovranno assicurarsi privatamente nei confronti degli effetti di terremoti e altre calamità naturali.

L’ipotesi “assicurazione” non sembra tuttavia convincere tutti. Ne ha ad esempio parlato, sulla Gazzetta di Mantova, il presidente del Consiglio nazionale degli architetti, Leopoldo Freyrie, che sottolinea come “larga parte degli italiani vive in zone a rischio sismico ma pochissimi sanno se la loro casa è davvero sicura o no: perché dovrebbero mettere mano al portafogli e sottoscrivere una costosa polizza assicurativa?”.

D’altronde, è ben giudicabile come particolarmente contestabile la scelta dello Stato di non voler pagare i danni generati agli edifici privati dalle calamità naturali. Una decisione che Freyrie sottolinea essere “non illogica ma pericolosa e discriminante”, e che rischia di coinvolgere milioni di proprietari immobiliari: basti considerare che, secondo i calcoli effettuati dal Consiglio, nel 2022 l’85% degli edifici urbani avrà più di 40 anni e, di conseguenza, saranno antecedenti alle ultime norme antisismiche. A questo incredibile ammontare di palazzi occorre aggiungere quelli che sono costruiti in zone geologicamente intsabile. Insomma, gli immobili sottoposti a effettivo rischio sismico sono sei milioni, cui occorre aggiungere quelli a rischio idrogeologico (circa 300 mila).

“Sono venti anni che chiediamo che, come accade per la nostra auto, anche la casa, che è pericolosa e fa tanti morti l’anno, abbia obbligatoriamente un libretto che certifichi se è sicura o no. Se ne torna a parlare a ogni disgrazia, ma non se ne fa mai niente” – ha poi proseguito il presidente. “L’assicurazione, se la casa è costruita con criteri antisismici, chiederà relativamente poco, sui 130 euro l’anno; se la casa è in zona a rischio ma non è costruita con criteri antisismici, pretenderà il massimo del premio. Quanti saranno in condizioni di pagarlo? Prima di decidere una rivoluzione simile, occorrerebbe procedere a un censimento degli edifici, stimare il costo delle polizze e capire come spalmare questi costi da punto di vista sociale”.

Il rischio è, in altri termini, che stabilita l’assoluta importanza di assicurare la propria casa contro le calamità, si generino discriminazioni sulla base delle classi economiche e sociali.

Ma è veramente così allarmante la situazione? A ben guardare il decreto legge, lo scenario è comunque più “tollerabile”. Il decreto stabilisce infatti la necessità di avviare un nuovo regime assicurativo privato per i rischi derivanti dalle calamità naturali, attraverso la stipula di una nuova polizza. Coloro che hanno già l’assicurazione sulla casa (ma senza l’opzione per le calamità naturali) dovranno estendere anche alla nuova fattispecie le proprie garanzie.

Entro 90 giorni dall’approvazione del decreto, inoltre, il Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro dell’economia e delle finanze, sentiti la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private (ISVAP), che si esprimono entro trenta giorni definiranno i criteri per il calcolo del premio “senza aggravi per la finanza pubblica”.

Le linee guida per il calcolo del premio prevedono:

  • a) estensione della copertura assicurativa del rischio calamita’ naturali nelle polizze che garantiscono i fabbricati privati contro qualsiasi danno;
  • b) esclusione, anche parziale, dell’intervento statale per i danni subiti da fabbricati.
  • c) incentivazioni di natura fiscale, nel rispetto del principio dell’invarianza di gettito, tramite regimi agevolativi all’imposta sul premio di assicurazione ovvero la deducibilita’, anche parziale, del premio dalla base imponibile ai fini IRPEF e IRES dell’assicurato;
  • d) previsione di un regime transitorio, anche a fini sperimentali ovvero di prima applicazione.

In altri termini, lo Stato si limita a “consigliare” ai privati la stipula dell’assicurazione contro le calamità, prevedendo tuttavia incentivi fiscali per compensare il “malus” monetario nelle tasche dei contribuenti.

Qui il nostro speciale curato dagli amici di Politica 24:

TERREMOTO EMILIA ROMAGNA: GRAZIE A MONTI LO STATO NON PAGHERA’ I DANNI

Quanto costa l’assicurazione sull’immobile?

Ma quanto costa l’assicurazione sugli immobili degli italiani? Considerando che il 70% delle case degli italiani è a rischio sismico, abbiamo già avuto modo di osservare come il controvalore nazionale sia davvero straordinario. Ma singolarmente quale sarà l’esborso monetario in capo alle singole famiglie?

Stando alle ultime indagini in materia, e fermo restando che – con l’introduzione graduale di un’assicurazione obbligatoria sulle case (difficilmente “digeribile” da parte delle famiglie italiane) – il mercato bancario e assicurativo andrà ad affollarsi di prodotti similari, il costo per assicurare l’abitazione contro i rischi di terremoto e altre calamità naturali è pari a circa 200 euro.

Meglio, pertanto, prevenire. Ma quanto costa mettere in sicurezza il proprio immobile? Il Sole 24 Ore lo ha chiesto a Paolo Clemente, che di Enea è responsabile del laboratorio rischi sismici. “Per un condominio di 3-4 piani lo studio da parte di un ingegnere può costare fra i 50 e i 100mila euro in assenza di progetto e qualcosa in meno se l’esperto ha già in mano un progetto, quindi un’indicazione di partenza da cui far partire le analisi” – ha dichiarato Clemente.

Concordando sull’adeguatezza della prevenzione, è tuttavia impensabile che milioni di italiani spendano così tanto per mettere in completa sicurezza la propria abitazione. Pertanto, Enea sta presentando una proposta al Parlamento: “Un progetto che prevede la sottoscrizione da parte dei proprietari immobiliari di un’assicurazione obbligatoria sui fabbricati contro il terremoto” – ha spiegato ancora Clemente.

Di qui, i costi che sopra abbiamo appena accenato: “Il premio assicurativo stimato per singola unità immobiliare oscillerebbe tra i 100 e i 200 euro l’anno. Il costo sarebbe proporzionale alla pericolosità sismica della zona in cui è ubicato l’edificio. Ma pagherebbero ovviamente di più i proprietari degli edifici che oggi non sono a norma. In questo modo si potrebbero ricavare circa 4-5 miliardi l’anno che consentirebbe di aiutare le popolazioni terremotate e salvare le case oggi a rischio, spalmando sull’intera popolazione i costi di manutenzione delle vecchie costruzioni che senza economie di scala, e quindi, sulle spalle di singoli condomìni, sarebbero difficilmente sostenibili”.

Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook

Ven 01/06/2012 da Roberto Rossi

Commenta

Ricorda i miei dati

Pubblica commento