Per il lavoro notturno in Italia viene garantita più produttività e meno fisco. Ad annunciarlo martedì scorso, 17 agosto 2010, è stata l’Agenzia delle Entrate che al riguardo ha sottolineato come per il lavoro notturno la detassazione della produttività sia a maglie larghe; questo perché con una risoluzione, la numero 83/E, l’Amministrazione finanziaria dello Stato ha precisato come l’imposta sostitutiva, pari al 10%, si applichi all’intero compenso corrisposto al lavoratore in ragione del totale delle ore di servizio che sono state effettivamente prestate, e non solo alle maggiorazioni ed al riconoscimento delle indennità.
In merito alle cartelle pazze il Codacons, attraverso il Blog del suo Presidente, www.carlorienzi.it, continua a raccogliere migliaia di segnalazioni. Trattasi, nello specifico, di richieste esattoriali riguardanti importi sbagliati ed ingiusti a fronte di pretese economiche che tra l’altro risultano essere incomprensibili in quanto trattasi di debiti tributari inesistenti, prescritti ed altrettanto spesso non dovuti in quanto il contribuente li ha già pagati. Al riguardo il Codacons si è espresso dopo l’annuncio, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di rimborsi fiscali nei primi sette mesi dell’anno in corso pari a ben sei miliardi di euro.
Sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione relativa alle “Guide Fiscali“, è possibile scaricare “La guida dal Garante del contribuente“, un utile pieghevole in formato pdf con tutti gli indirizzi dei Garanti Regione per Regione, e con tutte le spiegazioni su chi è il Garante del Contribuente, quali attività svolge e quando il contribuente può rivolgersi in caso di prassi amministrative anomale, irregolarità, disfunzioni, prassi amministrative irragionevoli o qualsiasi altro comportamento che, in accordo con quanto fa presente il Fisco, sia suscettibile di pregiudicare il rapporto di fiducia tra i cittadini e l’Amministrazione finanziaria.
I tempi sono stretti, strettissimi, per i contribuenti di Unico 2010 che devono versare le tasse e che sono obbligati alla presentazione degli studi di settore. I termini per il versamento degli importi derivanti da Unico 2010, maggiorati dello 0,40%, scadono infatti nella giornata di oggi, giovedì 5 agosto 2010, ragion per cui in caso di mancato versamento scatteranno inesorabili le sanzioni da pagare per il ravvedimento. I contribuenti di Unico 2010 possono anche pagare in cinque rate di pari importo, aggiungendo gli interessi, con scadenza dell’ultima rata a novembre.
Nei prossimi giorni a Torino, presso il servizio Internazionalizzazione del Politecnico, e presso il Centro Immatricolazioni dell’Università, saranno attivati due sportelli temporanei finalizzati ad agevolare gli adempimenti degli studenti e degli ospiti stranieri che arrivano nel capoluogo piemontese con finalità di ricerca o di studio. A darne notizia è la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate del Piemonte nel sottolineare come presso le due postazioni temporanee sarà possibile il rilascio, direttamente in Ateneo, del codice fiscale a favore degli studenti stranieri.
Unico 2010, come pagare le tasse? E’ questa la domanda che la redazione di VostriSoldi ha posto nei giorni scorsi ai lettori con un sondaggio in vista con l’appuntamento relativo alla dichiarazione dei redditi. Ebbene, le risposte dei lettori lasciano intendere come dal punto di vista degli adempimenti fiscali la situazione anche quest’anno sia tutt’altro che rosea. Il 70% dei partecipanti, infatti, ha dichiarato che per il pagamento delle tasse i soldi sono finiti, ragion per cui è alto il rischio di imbattersi nell’iscrizione a ruolo delle somme da pagare che, inesorabilmente, andranno a lievitare per effetto dell’aggiunta degli interessi e delle sanzioni pecuniarie.
Nella fase che porta all’acquisto di un immobile, le spese sostenute per l’intermediazione immobiliare possono essere detratte dal contribuente nella dichiarazione dei redditi anche prima che sia stato stipulato il contratto preliminare ed il rogito. A chiarirlo con una Circolare, la numero 39/E emanata nei giorni scorsi, è stata l’Agenzia delle Entrate nel precisare comunque come la detrazione della spesa dall’Irpef spetti a patto che poi l’acquisto dell’immobile, da adibire chiaramente ad abitazione principale, vada a buon fine.
In Lombardia con la Carta Regionale dei Servizi è possibile, tra l’altro, richiedere gli assegni studio per i figli, ottenere il buono scuola, oppure accedere ai propri referti medici e cambiare o scegliere il proprio medico curante. A ricordarlo è l’Amministrazione regionale che ha messo online il nuovo portale della CRS che, così come il codice fiscale, ed in qualità di tessera sanitaria, risulta essere indispensabile nel rapporto tra gli Enti e le Amministrazioni Pubbliche con il vantaggio non trascurabile di fare meno code agli sportelli.
Quando si compila il modello Unico da trasmettere al Fisco, ma anche quando si devono pagare le tasse utilizzando il modello F24, spesso si commettono errori che rischiano di allungare il processo stesso della dichiarazione visto che poi, una volta scoperto l’errore, sarà necessario una ulteriore trasmissione di dati, stavolta corretti all’Agenzia delle Entrate. Ad esempio, è prassi ed errore comune quello di sbagliare, nel modello F24, il codice tributo e/o il codice fiscale; ma c’è un modo per andare a pagare le tasse potendo avere più tranquillità su ciò che è stato dichiarato e pagato al Fisco.
Come estinguere o prevenire le liti con il Fisco? Ebbene, se il contribuente crede di avere ragione, di norma si presenta ricorso davanti al giudice tributario, ma nel caso in cui il cittadino perde la causa il rischio è quello di dover pagare cara tale scelta, specie se i fatti accertati hanno rilevanza penale. Quindi, se il contribuente ritiene a priori che il Fisco abbia ragione, magari perché non si sono versate le tasse nei termini previsti, o addirittura perché è stato commesso un errore o una dimenticanza, alla la lite si può prevenire o estinguere attraverso il cosiddetto istituto dell’accertamento con adesione.
I versamenti delle tasse e dei contributi previdenziali, nella Regione Abruzzo, ed in particolare per i titolari di reddito da lavoro autonomo o d’impresa, sono sospesi fino al 15 dicembre 2010. La sospensione, in accordo con quanto rende noto l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, è per coloro che rientrano nell’area colpita dal sisma del 6 aprile 2009, e che hanno un giro d’affari che non supera i 200 mila euro annui. Per tutti gli altri contribuenti, dall’1 luglio 2010, dovrebbe scattare la tassazione ed il versamento dei contributi in maniera ordinaria, ma anche in questo caso c’è una sospensione del conguaglio, ovverosia del pagamento dell’arretrato.
Può capitare di presentare il modello Unico, ma poi ci si accorge d’aver commesso degli errori, ragion per cui si rende necessaria una rettifica. Ma è possibile correggere il modello Unico 2010? Ebbene, la risposta è affermativa ed a seconda dei casi occorre comportarsi in un certo modo. Nel dettaglio, una volta presentato Unico 2010, questo si può correggere entro i termini di scadenza della presentazione presentando il modello Unico 2010 “rettificativo” ad esempio, nel caso in cui nel modello precedentemente trasmesso sono stati omessi dei redditi percepiti nel 2009, oppure se non sono state riportate delle spese deducibili e/o detraibili.
In materia di agevolazioni fiscali per la prima casa occorre fare molta attenzione al vincolo legato alla maturazione della residenza che il Comune deve riconoscere entro un ben preciso termine. Non basta infatti abitare in quella che per il cittadino è diventata la prima casa per potersi avvalere di agevolazioni fiscali come, ad esempio, l’esenzione dal pagamento dell’ICI. A dimostrarlo è una sentenza della Cassazione, emessa martedì 15 giugno 2010 nell’ambito di un contenzioso tra l’Agenzia delle Entrate ed un contribuente che a livello fiscale si sarebbe dovuto avvalere, senza alcun diritto però, sul bonus casa per una residenza fuori tempo.
Le spese sostenute lo scorso anno per l’istruzione dei figli, ovverosia per intenderci le tasse universitarie o quelle per i corsi di specializzazione, si possono detrarre da Unico 2010, ed in particolare dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) nella misura del 19% del costo. A ricordarlo è l’Agenzia delle Entrate nell’Annuario del Contribuente 2010, da cui si legge altresì come la detraibilità dall’Irpef delle tasse universitarie sia ammessa anche se il costo sostenuto è per le iscrizioni fuori corso.