L’assicurazione Inail relativa agli infortuni domestici che è obbligatoria e che, tra l’altro, riguarda anche le casalinghe non iscritte ad alcun ente previdenziale, si può pagare anche presso lo “Sportello amico”. A farlo presente è il Gruppo Poste Italiane che attraverso proprio lo “Sportello Amico” offre tutta una serie di servizi aggiuntivi a quelli normalmente offerti alla clientela dal colosso postale grazie all’adesione al progetto “Reti Amiche“.
La prescrizione per le polizze vita in Italia è fin troppo breve; bastano infatti appena due anni perché i soldi vadano a confluire in un apposito Fondo istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze per risarcire, tra l’altro, le vittime dei crac finanziari. Trattasi di una vera e propria anomalia se si considera che, invece, sugli strumenti finanziari e sulle giacenze in conto corrente i termini di prescrizione sono pari a ben dieci anni. La beffa, inoltre, è ancor più evidente se si considera che è scattata la prescrizione anche su quelle polizze vita che, aventi una componente finanziaria “spinta”, sono tutto tranne che delle vere e proprie assicurazioni.
Il CTCU, Centro Tutela Consumatori Utenti, da tempo porta avanti una vera e propria battaglia contro il ritorno sul mercato dei contratti di assicurazione pluriennali che vincolano l’assicurato per parecchi anni, e contribuiscono tra l’altro anche a limitare la concorrenza ed il mercato. Di conseguenza, nelle scorse settimane l’Associazione aveva annunciato la pubblicazione online delle compagnie assicurative virtuose, ovverosia quelle disposte ad offrire alla propria clientela contratti aventi una durata rigorosamente annuale.
Gli eredi di polizze vita sottoscritte da persone decedute prima della data del 27 ottobre 2007 non rischieranno di vedersi sottratte le somme con destinazione al Fondo per il risarcimento delle vittime delle truffe e degli scandali finanziari. Questo dopo che nei giorni scorsi il Governo ha provveduto ad eliminare la retroattività che avrebbe oltremodo danneggiato i consumatori/risparmiatori, i quali sulle polizze hanno un tempo fin troppo breve, e pari ad appena due anni, per evitare che le somme vadano prescritte.
Il Decreto incentivi, quello che ha definito i bonus per l’acquisto di cucine, elettrodomestici ed eco-case, contiene anche l’eliminazione della retroattività per le polizze dormienti; questo anche grazie alle proteste di tanti cittadini risparmiatori, spesso eredi di queste polizze, che si sono visti letteralmente “scippati” i risparmi per effetto di un’interpretazione delle normative alquanto discutibili. In merito alla vicenda è stata espressa soddisfazione per la decisione del Governo da parte dell’Adusbef e della Federconsumatori, con i loro rispettivi presidenti che sulla questione avevano partecipato sabato scorso ad un sit-in davanti a Montecitorio.
La normativa attuale impone che le somme delle polizze dormienti per un periodo superiore a due anni vadano a confluire nel fondo creato ad hoc per risarcire i cittadini/risparmiatori che sono rimasti vittima di truffe e di frodi finanziarie. Trattasi di un tempo troppo breve se si considera che, ad esempio, per i conti correnti la prescrizione delle somme scatta solamente dopo un periodo di dieci anni nel corso dei quali non s’è registrata nessuna movimentazione. Il Movimento Consumatori, di conseguenza, chiede che l’articolo numero 3 della Legge 166 del 2008 venga modificato sia perché è incostituzionale, sia perché danneggia oltremodo i cittadini.
Nel nostro Paese in materia di assicurazioni sono tornati i contratti pluriennali. A metterlo in evidenza nei giorni scorsi era stato il CTCU, Centro Tutela Consumatori Utenti, che ora “rilancia” annunciando che sta predisponendo una lista virtuosa di compagnie di assicurazioni che, per quel che riguarda il ramo danni, offrono solo ed esclusivamente contratti aventi una durata annuale. I contratti pluriennali, lo ricordiamo, possono rappresentare alla lunga una soluzione sconveniente, e non più col tempo confacente a propri bisogni assicurativi, nonostante lo sconto applicato dalla compagnia rispetto alla classica polizza con scadenza annuale.
Sul mercato assicurativo sono tornati prepotentemente in Italia i contratti pluriennali, ovverosia quelli che da un lato offrono uno sconto sul premio annuale rispetto ai contratti aventi una durata pari a dodici mesi, ma dall’altro vincolano l’assicurato a pagare il premio per almeno cinque anni senza possibilità di avvalersi del diritto di recesso dalle garanzie offerte dalla polizza. In passato, con la Legge Bersani, è stato possibile recedere dai contratti pluriennali con un preavviso di sessanta giorni rispetto alla scadenza anno dopo anno.
C’è tempo fino al corrente mese di gennaio 2010 per mettersi in regola con il pagamento dell’assicurazione obbligatoria Inail contro gli infortuni nell’ambito del lavoro domestico. L’importo da pagare, a carico dello Stato per chi ha redditi bassi, è pari a 12,91 euro e può essere pagato sia online, direttamente dal sito dell’Inail, sia presso gli uffici postali. La polizza infortuni dell’Inail deve essere pagata da chi, non essendo iscritto ad altre forme previdenziali obbligatorie, in ambito domestico, senza vincoli di subordinazione, e gratuitamente, lavora in via non occasionale prendendosi cura della famiglia e degli ambienti.
Sulle polizze assicurative in Italia c’è una situazione irrisolta alquanto grave; in accordo con quanto riporta Altroconsumo, infatti, nel momento in cui una polizza scade, o si è verificato un evento che comporta la cessazione della polizza, come ad esempio il decesso del titolare, il titolare stesso o gli eredi hanno un tempo massimo di due anni per poter richiedere le somme dovute. Se questo non accade, infatti, le norme in vigore prevedono che i capitali di queste polizze, che si trasformano in “dormienti”, vadano a confluire presso un apposito Fondo istituito presso il Ministero dell’Economia.
Per l’assicurazione auto a partire dal prossimo anno sono previsti degli aumenti, e questa di certo non è una novità; ma la vera novità è che in brevissimo tempo, a seguito di scelte commerciali ed organizzative da parte delle compagnie, alcune migliaia di agenzie di assicurazione, specie al Sud, rischiano di scomparire. C’è il rischio, quindi, oltre agli aumenti, di avere in Italia delle vere e proprie aree abbandonate da parte delle compagnie di assicurazione, con la conseguenza che sarà sempre più difficile per l’automobilista poter assolvere al compito di stipulare l’assicurazione obbligatoria per la macchina.
Gli eredi di una polizza vita, o i legittimi beneficiari, nel momento in cui dovesse verificarsi il decesso dell’assicurato, hanno un ben definito lasso di tempo per provvedere alla richiesta di restituzione del capitale maturato, altrimenti le somme cadono in prescrizione e si perde tutto.
Con l’entrata in vigore delle liberalizzazioni volute dall’ex ministro Bersani, i consumatori dalla primavera del 2007 hanno acquisito il diritto di poter recedere annualmente dai contratti di assicurazione pluriennali, ovverosia da quelli che di norma coprono il “rischio danni” come l’incendio ed il furto.