Sul mercato assicurativo sono tornati prepotentemente in Italia i contratti pluriennali, ovverosia quelli che da un lato offrono uno sconto sul premio annuale rispetto ai contratti aventi una durata pari a dodici mesi, ma dall’altro vincolano l’assicurato a pagare il premio per almeno cinque anni senza possibilità di avvalersi del diritto di recesso dalle garanzie offerte dalla polizza. In passato, con la Legge Bersani, è stato possibile recedere dai contratti pluriennali con un preavviso di sessanta giorni rispetto alla scadenza anno dopo anno.
C’è tempo fino al corrente mese di gennaio 2010 per mettersi in regola con il pagamento dell’assicurazione obbligatoria Inail contro gli infortuni nell’ambito del lavoro domestico. L’importo da pagare, a carico dello Stato per chi ha redditi bassi, è pari a 12,91 euro e può essere pagato sia online, direttamente dal sito dell’Inail, sia presso gli uffici postali. La polizza infortuni dell’Inail deve essere pagata da chi, non essendo iscritto ad altre forme previdenziali obbligatorie, in ambito domestico, senza vincoli di subordinazione, e gratuitamente, lavora in via non occasionale prendendosi cura della famiglia e degli ambienti.
Sulle polizze assicurative in Italia c’è una situazione irrisolta alquanto grave; in accordo con quanto riporta Altroconsumo, infatti, nel momento in cui una polizza scade, o si è verificato un evento che comporta la cessazione della polizza, come ad esempio il decesso del titolare, il titolare stesso o gli eredi hanno un tempo massimo di due anni per poter richiedere le somme dovute. Se questo non accade, infatti, le norme in vigore prevedono che i capitali di queste polizze, che si trasformano in “dormienti”, vadano a confluire presso un apposito Fondo istituito presso il Ministero dell’Economia.
Per l’assicurazione auto a partire dal prossimo anno sono previsti degli aumenti, e questa di certo non è una novità; ma la vera novità è che in brevissimo tempo, a seguito di scelte commerciali ed organizzative da parte delle compagnie, alcune migliaia di agenzie di assicurazione, specie al Sud, rischiano di scomparire. C’è il rischio, quindi, oltre agli aumenti, di avere in Italia delle vere e proprie aree abbandonate da parte delle compagnie di assicurazione, con la conseguenza che sarà sempre più difficile per l’automobilista poter assolvere al compito di stipulare l’assicurazione obbligatoria per la macchina.
Gli eredi di una polizza vita, o i legittimi beneficiari, nel momento in cui dovesse verificarsi il decesso dell’assicurato, hanno un ben definito lasso di tempo per provvedere alla richiesta di restituzione del capitale maturato, altrimenti le somme cadono in prescrizione e si perde tutto.
Con l’entrata in vigore delle liberalizzazioni volute dall’ex ministro Bersani, i consumatori dalla primavera del 2007 hanno acquisito il diritto di poter recedere annualmente dai contratti di assicurazione pluriennali, ovverosia da quelli che di norma coprono il “rischio danni” come l’incendio ed il furto.
Quando i turisti programmano una vacanza, ci sono grandi progetti ed aspettative di relax, e di certo non sono graditi imprevisti di sorta che possano rovinare la vacanza. Pur tuttavia, anche se si è dei viaggiatori e dei vacanzieri prudenti e responsabili, gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo.
Con l’approvazione del “DDL Sviluppo“, scatta nel nostro Paese il via libera alla possibilità di sottoscrivere delle polizze pluriennali che permettono, rispetto ai contratti con scadenza annuale, di poter ottenere uno sconto sul premio assicurativo, fermo restando che il consumatore rimane comunque libero di scegliere.
Nel 2008 la raccolta premi delle compagnie di assicurazione ha fatto registrare in Italia un calo del 7,2% rispetto al 2007. A rilevarlo è l’ANIA, Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, in base ai dati acquisiti dall’Associazione dalle imprese del settore. Il calo della raccolta, nello specifico, è il risultato di una contrazione dell’11,2% della raccolta dei premi vita, mentre ha tenuto il ramo danni con un calo dei premi di appena lo 0,6%.
Riguardo ai contratti di assicurazione, in particolare quelli pluriennali e quelli dell’RC auto, è in corso già da parecchie settimane una mobilitazione, in varie forme, da parte delle Associazioni dei Consumatori, le quali sono nettamente contrarie all’ipotesi di abolizione del plurimandato e della possibilità di rescissione anticipata dei contratti di assicurazione con durata pluriennale.
L’introduzione in Italia del plurimandato ha comportato per il settore assicurativo del nostro Paese un aumento dei costi di distribuzione. A metterlo in evidenza nei giorni scorsi è stato Fabio Cerchiai, Presidente dell’ANIA, Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, sottolineando come, tra l’altro, il divieto del monomandato non risulta essere stato istituito e previsto in nessuna legislazione di alcun Paese del mondo.
Nel 2007 gli infortuni sul lavoro in Italia sono stati quasi un milione: per la precisione 912.615. A ricordarlo sono le ACLI, Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, sottolineando come spesse volte per evitare un infortunio sul lavoro sarebbe bastato poco. Non a caso, ‘Bastava poco’ è il nome di un libro che il Patronato Acli, in collaborazione con l’Istituto di ricerca delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani (IREF), e con l’INAIL, ha provveduto a pubblicare ed a distribuire in tiratura limitata presso tutte le sedi territoriali del Patronato delle ACLI.
Nel settore delle assicurazioni sono in forte rischio tutti i vantaggi che i consumatori hanno avuto negli ultimi anni con le liberalizzazioni volute dall’ex Ministro Bersani. A farlo presente è il Centro Tutela Consumatori Utenti che, in linea con la posizione di molte altre Associazioni di Consumatori, chiede che il Parlamento eviti di apportare modifiche alla Legge numero 40 del 2007 in merito al recesso dai contratti di assicurazione pluriennali ed al plurimandato.