Da qualche tempo spopola nelle sale cinematografiche italiane la moda dei film in 3D, a partire dalla visione di Avatar, utilizzando degli occhiali speciali; ma questi tipi di occhiali sono conformi e sicuri per i telespettatori alla visione dei film “tridimensionali”? La domanda è d’obbligo visto che il Codacons ha provveduto ad inviare ai Nas una segnalazione riguardo proprio ai rischi per la salute dei telespettatori; non sono infatti mancati casi di nausea ed occhi stanchi da parte di chi ha visto il film con gli occhiali speciali.
Nel nostro Paese, a seguito di una decisione da parte del Consiglio di Stato lo scorso mese di gennaio, si rischia l’avvio di coltivazioni di mais transgenico con semi ogm che, tra l’altro, sono stati ritenuti pericolosi, e quindi proibiti, in Paesi come la Francia e la Germania. Trattasi, in accordo con quanto riporta la Coldiretti, del mais MON 810, sul quale dopo alcuni anni nei Paesi citati è stato imposto lo stop alle coltivazioni sia per effetto delle dispersioni sul territorio con conseguente contaminazione delle coltivazioni ogm-free, sia in scia all’acquisizione di informazioni riguardanti effetti negativi all’apparato intestinale da parte dei consumatori.
Ora che la Pizza Napoletana può fregiarsi della denominazione “Sgt”, specialità tradizionale garantita, occorre ancor di più difendere dall’agropirateria alimentare uno dei prodotti di qualità e della tradizione del “made in Italy”. A metterlo in evidenza è la CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, la quale ricorda come la “Pizza Napoletana Sgt” si distingua per essere un prodotto preparato con tecniche di lavorazione, con materie prime selezionate e con un preciso disciplinare di produzione, a partire dall’utilizzo, come possibile ingrediente, della mozzarella di bufala campana Dop.
Prendi i soldi e scappa. Si potrebbe prendere a prestito il titolo del celebre film di Woody Allen per descrivere in una battuta la vicenda che sta coinvolgendo la società Mediolanum e 50 suoi promotori finanziari indagati dalla procura di Milano. Le accuse sono pesanti, si va dalla frode fiscale all’accusa grave per un consulente del gruppo, di riciclaggio di denaro. La frode riguarderebbe, il condizionale è sempre d’obbligo in queste vicende, fatture false per 10 milioni di euro riferite a operazioni inesistenti che sarebbero state emesse, secondo l’accusa, nel periodo compreso tra il 2006 e il 2009.
A valere sul triennio 2009-2011 è ufficialmente entrata in vigore una misura dell’attuale Governo in carica a sostegno della natalità. Non trattasi del caro, vecchio, e per certi versi compianto, bonus bebè, ma di un prestito grazie al Fondo di credito per i nuovi nati che permette, attraverso le banche aderenti, di accedere ad un finanziamento fino a massimi 5.000 euro, restituibili in cinque anni, ad un tasso scontato del 50% rispetto al tasso medio offerto dalle banche per i prestiti alle famiglie.
Alla data del 31 dicembre scorso, grazie alla moratoria su debiti delle PMI, sono stati sospesi leasing, mutui e finanziamenti contratti dalla piccole e medie imprese con il sistema bancario per complessivi sette miliardi di euro circa. A darne notizia è il Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha fornito un nuovo aggiornamento mensile sulla moratoria sui debiti delle PMI partita nei mesi scorsi a seguito di un accordo siglato dal Ministero con l’Abi, Associazione Bancaria Italiana, e le Associazioni delle imprese.
Domenica prossima, 31 gennaio 2010, il Codacons sarà presente in televisione, e precisamente su Raiuno, durante la trasmissione “Unomattina“, in onda alle ore 7,30 circa, per parlare di investimenti rischiosi, su come evitarli e soprattutto su come ottenere i risarcimenti legati all’acquisto di titoli “bidone”. Il Codacons, si presenterà alla trasmissione “forte” di due sentenze, una a Bologna e l’altra a Roma.
Nel nostro Paese, a fronte di ben 7,5 miliardi di euro all’anno di investimenti nell’innovazione, ed in particolare per la registrazione dei brevetti e dei marchi, la contraffazione al nostro “Made in Italy” genera ogni anno perdite a carico delle imprese pari a quasi 50 miliardi di euro. Il dato emerge da una stima che la Camera di Commercio di Monza e Brianza ha effettuato prendendo anche a riferimento l’indagine “Oltre il Made in Italy” realizzata proprio dall’Ente camerale.
Nei primi sei mesi del 2009 il sistema italiano dei 191 Confidi artigiani ha erogato garanzie su finanziamenti alle piccole e medie imprese per quasi 3,6 miliardi di euro. Il dato emerge dall’indagine, giunta alla tredicesima edizione, a cura della Fedart Fidi, dopo che nel 2008 oltre 700 mila tra piccole imprese ed artigiani hanno ottenuto finanziamenti garantiti per quasi 6,3 miliardi di euro, con un trend crescente rispetto ai quasi 6,1 miliardi di euro erogati nell’anno precedente. Questo, secondo quanto mette in evidenza la Confartigianato, conferma come i Confidi per le PMI fungano da vero e proprio ammortizzatore della crisi.
La HDI Direkt Versicherung AG non è una compagnia di assicurazione che, sul territorio italiano, è stata abilitata ad operare per la stipula a favore degli automobilisti di assicurazioni di responsabilità civile per l’auto. A darne notizia è l’Isvap dopo che in merito sono stati segnalati dei casi in cui è avvenuta la commercializzazione di contratti Rc auto che risultavano intestati alla HDI Direkt Versicherung AG, e che ha visto in qualità di broker assicurativo la Fin Planet s.p.a. che a sua volta, secondo quanto rende noto l’Isvap, non risulta essere iscritta presso il Registro Unico degli Intermediari Assicurativi.
Lo scorso anno, in materia di sicurezza alimentare, le ispezioni ed i controlli effettuati sul cibo hanno superato in Italia la quota del milione. A sottolinearlo è stato Sergio Marini, Presidente della Coldiretti, il quale ha di conseguenza sottolineato come questa attività abbia garantito il primato europeo della qualità a favore dei consumatori e delle imprese. Ma chi si occupa dei controlli? Ebbene, proprio l’Organizzazione degli agricoltori spiega che ad occuparsi di verifiche e di ispezioni siano i Nas dei Carabinieri, l’Agenzie delle Dogane e l’ICQ, Istituto Controllo Qualità.
La frenata del mercato immobiliare e il conseguente calo dei prezzi è frutto anche di una riduzione di erogazione di mutui dopo lo scoppio della crisi economica. La facilità con cui le banche concedevano mutui fino al 100% del valore dell’immobile e oltre, è scomparsa. Oggi il sistema di credito ha chiuso i rubinetti e per erogare un mutuo pretende garanzie che fino al 2008 non chiedeva. Così si è ristretta la domanda di appartamenti, specialmente quelli di taglio medio e piccolo e di fascia media e bassa. La chiusura dei rubinetti del credito da parte del sistema bancario è stata particolarmente forte anche nel terzo trimestre del 2009.
Quasi tutti gli italiani, per la precisione il 97% secondo una recente indagine condotta dalla Coldiretti-Swg, ritengono importante che nei prodotti alimentari acquistati ci sia sempre presente nell’etichetta l’indicazione della provenienza delle materie prime. A metterlo in risalto è la Coldiretti in scia ai nuovi ed allarmanti casi, in Cina, di latte tossico contaminato con la melamina ed in vendita nei supermercati. L’ennesimo grave caso che mette a rischio la salute dei cittadini, ed in particolare dei bambini, secondo l’Organizzazione degli agricoltori deve portare in sede UE, con rapidità, al via libera al Decreto del Ministero delle Politiche Agricole che impone per il latte l’indicazione obbligatoria in etichetta della materia prima.
Per quanto riguarda le strutture ricettive del nostro Paese, la penetrazione della tecnologia è diseguale e non uniforme. Un ricerca relativa al grado di competitività delle piccole e medie imprese del turismo italiane, presentata nel corso dell’Assemblea elettiva di Asshotel, mette infatti in evidenza come nel nostro Paese gli alberghi a 3 ed a 4 stelle viaggino “a tutto Internet” con un tasso di penetrazione e di utilizzo dei sistemi informatici superiore all’85%, mentre per gli alberghi ad 1 ed a 2 stelle c’è addirittura un 42% di strutture privo di connessione alla Rete, ed un 48% del campione interpellato che non ne fa utilizzo.