In passato lo sportello Atm di una banca serviva principalmente per controllare il saldo e per effettuare i prelievi, ma con il progresso tecnologico è diventato sempre di più una sorta di “centro servizi”, visto che si può fare di tutto: oltre al prelievo e all’anticipo contante, infatti, sono oramai presenti in molte filiali bancarie gli Atm evoluti che permettono di versare contanti ed assegni, ricaricare il cellulare, pagare il canone Rai, attivare domiciliazioni bancarie, pagare bollettini postali, utenze, bollettini Mav e Rav o fare delle donazioni e ricaricare carte prepagate appartenenti anche a banche diverse da quella dove ci si è recati.
La redazione di VostriSoldi ha provato per voi “SuperFlash” di Intesa Sanpaolo, una delle ultimissime novità del gruppo bancario che permette di acquisire uno strumento che all’occorrenza è una carta di credito ricaricabile, e quando serve è anche un conto corrente visto che implementa alcune funzionalità di base del “classico” conto in banca. Abbiamo fatto tutta la trafila, dall’appuntamento in banca alla sottoscrizione del contratto e passando per l’utilizzo e la fruizione di tutti i servizi che “SuperFlash” offre. Ebbene, innanzitutto, abbiamo fissato un appuntamento presso una filiale di Intesa Sanpaolo, cliccando qui.
Il peggio è passato per i correntisti di Poste Italiane. Nei giorni scorsi, a causa di errati addebiti legati alle transazioni Postamat, i conti correnti di molti titolari dei prodotti BancoPosta sono andati erroneamente in profondo rosso, con la conseguenza che sono andati in blocco sia i prelievi, sia i pagamenti con Postamat.
L’Associazione Adoc riporta d’aver ricevuto parecchie segnalazioni da parte di correntisti di Poste Italiane impossibilitati non solo a fare pagamenti e prelievi, ma con il conto in rosso, spesso con una posizione a debito di rilievo, senza aver effettuato movimenti tali da giustificare tale saldo.
Rispetto agli anni scorsi in Italia sono stati compiuti passi da gigante in materia di utilizzo della moneta elettronica al posto del contante, ma ciò nonostante il nostro Paese è ancora indietro rispetto al resto d’Europa nonostante il cosiddetto “denaro di plastica” garantisca oltre ad un’indubbia comodità, anche una maggiore sicurezza ed una ottimizzazione gestionale del bilancio familiare.
Nella vita di tutti i giorni, quando si va a fare la spesa, è già difficile trovare un commerciante che ci dà il resto presentando una banconota da cento euro; d’altronde anche quando ci si reca al bancomat, i prelievi sono in media di piccola entità, ragion per cui è difficile non solo possedere, ma anche veder circolare la banconota in euro di massimo taglio, ovverosia quella da 500 euro.
A partire da lunedì prossimo, 16 novembre 2009, i titolari alle Poste dei libretti nominativi ordinari potranno richiedere un nuovo strumento che semplifica la vita e rende più rapide e semplici le operazioni rispetto al passato. Poste Italiane, infatti, ha annunciato la partenza di “librettopostale Card”, la tessera magnetica associata al libretto.
Lo scorso anno le banche italiane hanno speso, alla voce “costi informatici“, la bellezza di 390 milioni di euro con un incremento del 19% rispetto all’anno precedente; a fornire il dato è l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, sottolineando come gli istituti di credito investano in tecnologia anche ai tempi della crisi.
A partire da domani, giovedì 29 ottobre 2009, partiranno presso alcune filiali del Banco di Sicilia, gruppo Unicredit, degli incontri di educazione finanziaria nell’ambito di “Noi & UniCredit”, un progetto che nell’estate scorsa il colosso bancario europeo ha lanciato con la collaborazione delle più importanti Associazioni di Consumatori.
Ogni anno nel nostro Paese ingenti somme di denaro vengono sottratte indebitamente dagli sportelli Bancomat sia attraverso le carte falsificate/clonate, sia attraverso la violazione delle casseforti. A metterlo in evidenza è l’Associazione Codici nel sottolineare come solo lo scorso anno le frodi ed i furti al Bancomat abbiano fatto registrare un balzo del 149%.
Gli italiani in materia di servizi bancari sono sempre meno propensi a recarsi presso lo sportello tradizionale, privilegiando invece i “canali alternativi”; non a caso, lo scorso anno, i call center degli istituti di credito hanno ricevuto la bellezza di oltre 53 milioni di telefonate, con un balzo del 47% rispetto alle chiamate, pari a 34 milioni, del 2007.